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L'ombelico di Svesda

08 : 26 PM

Always believe,
never give up

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Ventiquattro Novembre

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Roses in my hands, Monia Merlo

Acquisti floreali stamattina in libreria. Nella fattispecie un bouquet di poesie di William Butler Yeats intitolato La rosa del mondo e altre poesie d’amore, e Il Romanzo della Rosa, bestseller della letteratura erotica medievale scritto a quattro mani e due tempi da Guillaume De Lorris e Jean De Meun nell’arco del 1200. Yep, quel Roman de la Rose in cui l’arte d’Amore è tutta racchiusa e che bene racconta le eroiche imprese di un giovane morto di figa duramente disapprovato da Christine de Pisan, che in tutta risposta gli dedica La città delle Dame, affermandosi prima donna casta e virtuosa della letteratura.
Sofferte le poesie di Yeats scritte per l’amata Maud Gonne, attrice e rivoluzionaria femminista irlandese, del quale il poeta si innamora follemente senza alcuna possibilità di guarigione. Perchè a volte è tanto più intenso e rassicurante immaginarlo, l’amore, agoniarlo, bramarlo, che viverlo e trovarsi faccia a faccia con l’equivoco.
Di seguito A Deep – sworn Vow, Stretto voto, che recita

Altre, perchè tu non osservasti
quello stretto voto, mi sono state amiche;
ma sempre, quando guardo la morte
in faccia, quando salgo le altezze
del sonno, quando mi accendo di vino,
subito lo incontro, quel tuo volto

 

Ventuno Novembre

Lo chiamano fondo. E io ci vedo una disco hall. Toccato quello non rimane che ballare

Venti Novembre

C’è niente di peggio per un leoncino che dovere ammettere di essersi sbagliato o dovere accettare una sconfitta? Basta guardare le immagini di Obama in visita in Europa negli ultimi giorni per comprendere il patema d’animo.
Il declino del Partito Democratico rappresentato bene dall’ex presidente segna la crisi definitiva di un lungo periodo iniziato negli anni ’20 con l’ascesa del blues nel panorama musicale e compromesso duramente dopo la morte di 2Pac e l’utilizzo massiccio dei sintetizzatori negli studi di registrazione. Beyoncè spinge forte per affermare l’emancipazione di un femminile orientato al successo e bene integrato nella società dei cambiamenti sociali, ma ho paura sgambettare amabilmente desnuda non varrà a persuadere Trump dal volere afferrare una donna per la vagina. L’elezione di quest’ultimo segna il ritorno delle vecchie smanie colonialiste che per decenni hanno reso l’America stato pioniere nella lotta alla supremazia dei bianchi nello scacchiere del potere economico e sociale.
Le premesse filosofiche alla base del partito democratico sono notevoli. Basta ascoltare questo pezzo dei J5 per sentirsi pervasi da un rinnovato ottimismo, una gran fede nell’umanità e speranza, tanta speranza. Quanto è vero che non c’è arcobaleno senza la pioggia. E’ quel We can come together, And think like one nella settima strofa del brano che setta aspettative mal conciliabili nella realtà e tali da creare conflitti. Perchè è proprio vero che biologicamente parlando ognuno di noi è una fotocopia genetica in tutto simile per conformazione fisica ai propri antenati, ma si differisce dagli stessi per ragioni sociali e culturali che apposta lo rendono tanto unico quanto diverso. Musicalmente parlando, c’è chi ama il soul ma non apprezza il punk. Chi ama il punk ma non apprezza la musica classica. Chi ama la musica classica ma non apprezza il pop. E così via, le possibilità sono tante quante le persone che nell’insieme abitano il pianeta terra. Per dire. Più raro è trovare chi ama indistintamente tutta la musica. Specie se di qualità e indipendentemente dal genere. La musica in quanto tale. Espressione universale del sentire umano. Forse l’unica, possibile, manifestazione democratica della propria individualità e del contesto sociale in cui si vive. E ci sta tutta che ognuno è libero di avere preferenze, ma amare qualcosa non vuol dire necessariamente dovere disprezzare quella che si preferisce meno.
E’ quel fastidisiossimo vizio connaturato nella natura umana di voler stabilire a tutti i costi chi è il migliore, chi il peggiore, cosa è bene, cosa è male, a rendere impraticabile la democrazia. Chiamano questa smania prevaricazione, che fa rima con competizione e presuppone una fune tirata agli estremi da due opposti chiamati ora a essere rivali. Finchè la stessa fune non si spezza. E io mi chiedo perchè non la si può invece usare per altri scopi tanto più utili come unire, legare, anzichè dividere e separare.

11 : 24 PM

Quattordici Novembre

superluna

15 : 37 PM

November 24, 2015

Coloro che riescono a farti credere delle assurdità, possono farti commettere delle atrocità, diceva Voltaire
L’esito di queste elezioni non mi sorprende troppo, sebbene l’amarezza. A vincere non è Trump, ma la paura. Fear. False Evidence Appearing Real.
Ci si può divertire a psicanalizzare il narcisismo patologico che nelle vesti del nuovo presidente incarna bene la fagocitante e grandiosa manifestazione del capitalismo moderno, ma sono sincera, a preoccuparmi specialmente è la cecità di ciascuno di noi chiamato a prendere una posizione attiva.

Nove Novembre

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Magellanic Cloud Survey view of the Tarantula Nebula

L’Amore. Amore che vieni, Amore che vai. Amore che fuggi, da me tornerai.
L’Amore, finisce? Mai. E’ un vasto universo senza confini, l’Amore. E ognuno di noi vi gravita attratto o respinto da questo o quell’altro corpo celeste luminoso tanto più sconosciuto quanto più simile a se stesso.
L’Amor che move il sole e l’altre stelle.

k-e-henson

Ventisette Ottobre

Here Radio Pulse and this bitter tune is especially for those of you who can’t help themselves to run away from Love and those who get sick and tired of the same old thing, over and over
Best temporary breakup song ever

Ventiquattro Ottobre

Uscito appena nel 1996 quest’album di Maxwell, Urban Hang Suite, è quanto di meglio ci si possa aspettare da un lunedì sera
Soul music makes me feel Uau inside ❤

02 : 01 AM

Eternità Provvisoria

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photo Beth Kirby

Un uomo e una donna stavano a letto. “Solo una volta ancora,” disse l’uomo “solo una volta ancora.” “Perchè continui a ripetere la stessa cosa?” chiese la donna. “Perchè non voglio che finisca mai” rispose l’uomo. “Ma cosa vuoi che non finisca?” chiese la donna. “Questo,” spiegò l’uomo “questo non volere mai che finisca.”

Da Quasi Invisibile, Mark Strand

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Maple Tree and Small Birds, Jakuchu Ito, c. 1765 – 1766

Ventuno Ottobre

When we are no longer able to change a situation, we are challenged to change ourselves, diceva Viktor Emil Frankl, noto neurologo, psichiatra e filosofo austriaco. E la sfida lanciata da questa considerazione pone certamente un limite oggettivo alla nostra volontà e determinazione ma allo stesso tempo invita ciascuno a investire altrattenta volontà e determinazione nella riscoperta, valorizzazione e realizzazione dei propri talenti e delle proprie risorse interiori. Non è la specie più forte a sopravvivere, e nemmeno la più intelligente. Sopravvive la specie più predisposta al cambiamento. Darwin docet.

Venti Ottobre

Dunque qualche giorno fa ho seguito con piacere questo straordinario documentario dedicato al Giappone, e nella fattispecie ai Satoyama, villaggi cui abitazioni si concentrano a ridosso dei monti o delle colline e in prossimità di un fiume. Il nome deriva da sato, che in giapponese significa terra coltivabile, e yama, che sta per collina o montagna. Ognuna delle abitazioni ha nel retro costruita una piattaforma che consente di convogliare al suo interno l’acqua del fiume attraverso un canale. Molti degli abitanti utilizzano questo bacino d’acqua per usi domestici. Alcuni per allevarvi le carpe.
Tra gli abitanti che popolano il fiume compaiono anche i gobidi, appartenenti alla famiglia dei pesci ossei e comunemente chiamati ghiozzi. Grandi quanto un dito. Intanto che ammiravo la meravigliosa natura di questi pesci, il cronista raccontava dei maschi, che usano scavare tra le insenature sabbiose e rocciose del letto del fiume per creare quella che da lì a poco sarà la sala parto delle femmine. Il caso vuole che d’improvviso appare nel filmato un altro maschio di ghiozzo, minaccioso, e che questi vuole appropriarsi del rifugio appena creato dal primo. I due iniziano a litigare, l’uno e l’altro spalancando la bocca e rizzando le pinne, finchè il molestatore abbandona il campo di battaglia allontanandosi definitivamente.
Guardando la scena ho pensato che dinamiche di questo tipo capitano tutti i giorni anche fra noi umani, ma ciò che nel regno animale muove e spiega lotta e conflitto per la sopravvivenza, fra gli umani si connota di significati morali e pertiene l’etica del bene e del male. Noi umani si può anche discutere di democrazia e stato di diritto, come è stato per millenni e sarà ancora nelle generazioni future, ma non sarà la compiutezza di un sistema di pensiero, laico, religioso, a permettere l’evoluzione intellettuale e spirituale della specie umana reprimendo in noi istinti propriamente animali. Siamo pur sempre degli ominidi.

Diciotto Ottobre

Ok, lo ammetto, mi sento a pezzi. Erano mesi che non andavo in palestra ad allenarmi in sala attrezzi. Di pesi ognuno di noi ne porta sulle spalle tutti i giorni, chi più e chi meno, ma ecco, intanto che mi sforzavo di completare la terza di quattro serie da quattordici crunch inversi sulla panca, e arrivata alla settima flessione ho sentito tremarmi le gambe dallo sforzo e venire meno la forza, mi sono detta che in palestra, così come nella vita, è anche questione di allenamento. Volontà, impegno, resistenza e costanza. Dice, sciocchezze, nella vita ci vuole culo. Perdonate il francesismo. Sarà, ma provateci voi a farvene venire uno da urlo standovene sdraiati nel divano ad aspettare che si tonifichi.

01 : 23 AM

Here Radio Pulse and this caries – free tune is especially for you sweethearts out there wishing upon a star.. A make believe is all we ever need

Diciassette Ottobre

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Nate’s Room by Lea Wight

Un insetto. Non saprei dire appartenente a quale ordine. Solo che galleggiava a pelo l’acqua contenuta nel bicchiere poggiato sul comodino, di fianco al mio letto. E non so come ho fatto a notarlo, talmente piccolo, arreso, inerme, talmente poca luce c’era in camera, ma una volta accortami che si muoveva ancora, debolmente, ho intinto d’istinto il dito dentro il bicchiere per facilitargli la fuga. Perciò è volato via. Fulminio. Prima ancora ch’io potessi sollevare lo sguardo per seguire la traiettoia del suo volo. Sparito.
La sua esistenza, dipesa dalla mia.

Sette Maggio

Sabato pomeriggio

Quattro Maggio

Di notte, l’Amore

Ventinove Aprile

God Bless The Child

Waiting For My Pizza To Be Delivered PlayList

Jerry Nolan – Take a Chance With Me
New York Dolls – Bad Detective
The Cigarettes – I`ve Forgot My Number
Delta 5 – You
The Au Pairs – It´s Obvious
Gang of Four – Damaged Goods
The Slits – Instant Hit
The Raincoats – Ooh Ooh La La La
Siouxsie Sioux – Drone Zone

Sunday Afternoon

When in doubt, add Glitter

Saturday Night Mood

Here Radio Pulse and this burning tune is especially for you brave firefighters out there playing with the flames of passion.
It’s Full Moon and it’s in Scorpio

Utagawa Hiroshige. Red Plum and Moon
Utagawa Hiroshige, Red Plum and Moon

Ventuno Aprile

Belive it or not, all we need is oxytocin

Diciassette Aprile

Domenica italiana e la placida disinvoltura con cui nell’arco di 33 giri l’alter ego di Rita Pavone si trasforma da Dottor Jekyll in Mr Hyde cantando questo brano prima e Datemi un martello infine

Tredici Aprile

Chi può dire perchè pomeriggio, fra tutte le cose che potevano venirmi in mente in corso a una riunione di lavoro, è spuntato fuori proprio questo pezzo.
E dico io per fortuna, visto che contare fino a 10 talvolta può essere difficile ma sforzarsi di ricordare titolo e gruppo di un pezzo ascoltato più di una vita fa è un vero spasso.

Undici Aprile

Ascensore per il patibolo

Sunday Mood

Here Radio Pulse and this mellow tune by Bill Withers is especially for you lonely cuddling lovers spending the whole morning daydreaming in bed
Aw  ❤

Otto Aprile

White Sleeve, Paris , 1936
Horst P. Horst. White Sleeve, Paris , 1936

Sei Aprile

Minnie Riperton - Adventures in Paradise

Quest’album.
Questa notte.
Il mio cuore, una supernova.

Ventitrè Marzo

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Dialog, Rudolf Bonvie, 1973

11 : 25 AM

Ero a un tanto dal postare Equinox di Coltrane quando questo pezzo di Timmons, This here, mi è entrato dalle orecchie in testa al cuore in meno di pochi minuti ed è subito stato Love at first listening ❤

Venti Marzo

Vincent Van Gogh - Blossoming Almond Tree
Vincent Van Gogh – Blossoming Almond Tree

Equinozio di Primavera. Dice Focus, era dal 1896 che non ne avveniva uno tanto precoce, alle 5.30 del mattino, ora italiana. Esattamente a quell’ora il Sole è apparso allo zenit rispetto all’equatore e la durata del giorno sarà pari a quella della notte, 12 ore esatte. Il terminatore o zona crepuscolare, la linea immaginaria che divide la zona d’ombra da quella illuminata del nostro pianeta, collega esattamente i due poli terrestri e appare verticale. La Luna, oggi in gibbosa crescente, si prepara a essere piena, mercoledì.
Primavera e autunno. Luce e ombra. Giorno e notte. Vita e morte. C’è questa dicotomia di contrasti nella natura che è parte integrante della specie umana. Mi viene in mente un aneddoto che appartiene alla cultura degli indiani d’America e racconta di un anziano capo tribù e il nipote. Entrambi seduti intorno a un fuoco. Il nipote chiede al nonno di spiegargli la natura umana e questi risponde che vi è una lotta in ognuno di noi. Fra il lupo bianco e quello nero. Il nipote chiede allora chi vince. L’anziano capo tribù risponde The one you feed.

Diciannove Marzo

Laurie Kersey
Laurie Kersey

Che pianta sofisticata, l’orchidea. Tanta grazia ed eleganza sono pari all’attenzione di cui ha bisogno per crescere in salute e fiorire rigogliosa. Volerne una, da tenere in casa, significa prendersene cura con grande pazienza e dedizione, costanza e impegno. Diversamente da altre piante in grado di crescere e svilupparsi in qualsiasi clima, l’orchidea non è capace di autosufficienza e indipendenza. Mi viene da pensare alle tillandsie, chiamate anche figlie del vento, cui natura duttile, versatile e facilmente adattabile all’ambiente, necessita di ampi spazi e appena di aria per vivere. Il loro apparato radicale non affonda nel terreno ma tra le foglie insinuate nelle fessure degli alberi. Le tillandsie soffrono quando invasate, non necessitano di cure particolari, di concime, di acqua, ma di aria e spazi aperti. Se non bastasse, sono persino capaci di depurare l’ambiente in cui stanno, assorbendo e metabolizzando gli agenti inquinanti presenti nell’aria.
L’orchidea, no. L’orchidea è una pianta delicata. Cui gestazione ricorda l’intricata conformazione di una relazione fra genitori e figli quando a entrare in gioco sono doveri e responsabilità. Per loro natura, le orchidee sono bambini molto sensibili, in tutto dipendenti dagli adulti e dei quali è necessario prendersi cura con attenzione, così da favorirne la crescita in perfetta armonia. Chi ha avuto a cuore di volerli in casa deve potersi prendere cura di loro con grande amore. Augurio che faccio a tutti i neo papà che oggi festeggiamo.
Pianta tropicale di origini antichissime, l’orchidea viene per la prima volta definita e descritta nel mondo occidentale da Teofrasto, filosofo greco vissuto tra il VI e V secolo a.C., che la chiama Orchis, testicoli, associando il termine ai due tubercoli rotondeggianti alla base delle radici. In Cina viene celebrata nelle feste di primavera e tenuta in casa per allontanare il maligno e favorire la sterilità; l’orchidea simbolizza nobiltà, raffinatezza e amicizia.
La pianta necessita di un terreno molto soffice cui substrato ideale si ottiene mescolando tocchetti di corteccia, torba e fibre di cocco. Pur avendo bisogno di abbondante luce, l’orchidea non va esposta al sole perchè il calore, quando eccessivo, rischia di fare seccare le radici. Tanto è importante pulire delicatamente le foglie, con un panno, per evitare che la polvere impedisca il corretto filtraggio dei raggi solari. E’ necessario annaffiarle con regolarità, una volta a settimana in inverno, due volte a settimana in estate, ma avendo cura di spruzzare l’acqua intorno al vaso ed evitando di utilizzare un annaffiatoio. Un alto livello di umidità può fare insorgere macchie sui fiori dell’orchidea mentre un bassissimo livello di umidità determina l’ingiallimento e il raggrinzimento delle foglie.
Importante sarà fare in modo che la pianta non venga aggredita da parassiti che potrebbero farla ammalare o peggio procurarne la morte.
In condizioni ottimali di luce, umidità e temperatura, cui valori massimi non devono superare i 25 gradi, e valori minimi non devono scendere al di sotto dei  17 gradi, la pianta può arrivare a fiorire anche tre – quattro volte l’anno. Un prodigio. La massima realizzazione della sua natura più intima, discreta ma portentosa, tanto per la vista quanto per l’olfatto.

10 :45 PM

Catherine Kehoe, Window
Catherine Kehoe, Window

Che incanto le finestre. Prima mi trovavo in una delle camere cui vista dà a via degli Orfani quando la mia fantasia ha preso il volo come un uccellino curioso per posarsi al davanzale della finestra dirimpetto il palazzo. Ad attrarre la sua attenzione deve essere stata la penombra che faceva luce a un vaso di orchidee bianche dietro cui si intravvedeva sfocata la sagoma di una libreria piena di tanti libri e tanti ninnoli. Chissà souvenir di viaggio, ricordi di un tempo stato. E il bello delle finestre aperte sta proprio nell’invito che offrono all’immaginazione perchè si faccia spazio tra le tende per entrare dentro casa in punta di piedi e quatta quatta sgusciare di stanza in stanza mimetizzandosi all’ambiente.
Qui l’impercettibile alone in rilievo sulla federa bianca di un cuscino sopra cui sono state piante delle lacrime. Lì una sbavatura di rossetto rosso al collo di una camicia mancante di un bottone al polsino e abbandonata sulla poltrona. Kind of Blue suonato al grammofono nella mie orecchie.
Mi chiedo quali dita si intrecciano in una stretta d’amore. Quali parole vengono taciute e ingollate con un sorso di vino al tavolo della discordia.
Se potesse quella orchidea bianca dirmi che espressione ha la malinconia quando penso a casa.
Saudade.

Diciassette Marzo

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Tutte le volte in cui percorro a piedi il tragitto che da Vittorio Emanuele porta a via Cavour fino al Colosseo e i Fori Imperiali, specialmente presto al mattino, quando l’aria è più limpida e la luce rarefatta, vengo attratta da un’energia fortissima che comunica in me grande sicurezza. E’ la solidità delle rocce, la loro armonica immanenza.
Le rocce stanno. Posate. Apparentemente inanimate ma vive. Apparentemente mute ma parlanti. Ognuna di loro dice di sè più di quanto è dato sapere a prima vista. Non agiscono, ma vengono agite. Molto lentamente, nel tempo, dalla pioggia, dal vento, dal sole.
E nella fattispecie, a rendere ancora più straordinari Colosseo e Fori Imperiali, è il fatto che la struttura portante delle costruzioni è costituita in prevalenza da blocchi di travertino e tufo, carbonato di calcio disciolto nell’acqua, ossigeno e silicio, anidride carbonica, idrogeno, metano. Tutto il talento della natura esaltato in potenza dall’ingegno umano e in perfetta armonia con l’ambiente. Meraviglioso.

Evening Dreams

Here Radio Pulse and this joint tune is especially for you wild cats out there on a rooftop meowing at the Moon

Quindici Marzo

Astute le carte, stamattina. Tirarle fuori dal mazzo è uno spasso, specialmente perchè a interpretarle sono Io e a mostrarsi ai miei occhi sono loro. Arcani maggiori e minori mi rivelano ognuno intuizioni, insicurezze, paure, desideri, speranze, che latitano nel profondo per emergere in superficie e rendersi immediatamente riconoscibili.
Stamattina a fare colazione in mia compagnia c’erano la Regina di Denari (Madame), La Papessa (chapeau), e il due di spade (ouch).
L’atmosfera sulle prime non era delle più rosee. Entrambe detengono un potere, materiale la prima, spirituale la seconda. E sebbene la dignità di ciascuna coincide in una saggezza comune, frutto di un’intelligenza e sensibilità squisite, la Regina di Denari e la Papessa sono entrambe dedite a perseguire uno scopo direi quasi diametralmente opposto. Sicurezza materiale la prima, pienezza spirituale la seconda. Congiunture queste non necessariamente in conflitto fra loro, sebbene, occasionalmente, d’ostacolo l’una alla realizzazione dell’altra.
Sicurezza materiale ed evoluzione spirituale assumono due principi di rilevante importanza. La prima presuppone una mancanza che va colmata attraverso l’acquisizione di beni. Sento che mi manca qualcosa, dentro, e quel qualcosa che ottengo, fuori, quel surrogato, soddisfa la mia mancanza. Perciò ho l’illusione di avere tutto quello di cui ho bisogno. La seconda presuppone invece una ricchezza che non manca perchè la si possiede già dentro, in tutto il suo splendore. E siccome la si possiede, e questa basta a se stessa e non è soggetta a finire o essere dilapidata, non genera una mancanza da colmare ma il desiderio di comprendere di quali risorse è fatta così da apprezzarla, goderne e condividerla.
Insomma la questione è articolata ma su una cosa siamo tutte d’accordo. Questo pezzo dei Whispers è un bel martedì soleggiato in 33 giri.

03 : 54 PM

La mia identità. La lingua che mi esprime, il linguaggio che mi parla. Dicevo.
Posso distinguerne tre. Il dialetto, lingua dell’infanzia e della memoria. L’italiano, lingua acquisita e mezzo di integrazione e adattamento. L’inglese, anch’essa lingua acquisita e tramite di comunicazione universale. A seconda del vocabolario, ognuna di queste esprime significati a me immediatamente riconoscibili, ma è interessante notare l’accento, che le distingue e determina per ognuna un temperamento, un carattere, dunque un significato altro, ben distinto. E’ più facile ch’io inizi a parlare in siciliano tutte le volte che mi sento sopraffatta da emozioni forti che stuzzicano il nervo più sensibile della mia coscienza. Quanto è vero che utilizzo tanto l’italiano per ragionare e comprendere l’ambiente in cui vivo, quanto l’inglese per facilitare la comunicazione fra me e gli stranieri con cui interagisco. La grammatica e l’accento che esprimono ognuna di queste lingue determinano una postura e una inclinazione vocale che nell’insieme imprimono un significato che prescinde quello ufficiale riferito dal vocabolario. Il siciliano è sanguigno. L’italiano catto-mediatico. L’inglese misurato.
Va tutto bene inoltre quando le parole si riferiscono a cose, fatti e luoghi. La faccenda inizia a complicarsi quando a essere utilizzate attraverso il linguaggio sono parole che indicano sentimenti astratti quali Amore, Pace, Rispetto, che inevitabilmente esprimono tutto quel bagaglio di storia, cultura e tradizione cui radici risalgono a una memoria collettiva che si tramanda oralmente di generazione in generazione. E io posso ingegnarmi a ridefinire vocabolo per vocabolo tutto l’immenso dizionario di sinonimi e contrari che utilizzo per parlare a me stessa, ma il riflesso dei miei pensieri che in definitiva costituisce la rappresentazione della realtà così la percepiscono i miei occhi e i miei sensi, andrà sempre e comunque a collidere con l’altrui interpretazione del reale. E’ il mito di Babele che porta con sè pace e guerra, a seconda del grado di apertura mentale di ciascun parlante e destinatario della parola.

04 : 10 AM

VII. The Chariot - Medieval Scapini Tarot by Luigi Scapini
VII. The Chariot – Medieval Scapini Tarot by Luigi Scapini

Niente paura. Si tratta solo del Carro. Arcano Maggiore numero 7, intelletto e vittoria. Ma al rovescio. Impulsività e sconfitta. Queste ultime non vanno di pari passo, ma è pur vero che la gloria non è un diritto nè una concessione divina, ma un progetto di pianificazione quotidiana, che, come tale, va definito e ridefinito, per tentativi e aggiustamenti, grazie al sapiente consiglio della ragione. Lucida, vigile. Niente colpi di testa. Tant’è il Carro a rovescio mi pare insieme un avvertimento e un’opportunità, per riflettere e calmierare gli animi quando esagitati.
Le carte del resto la sanno lunga, ma non dicono chi ha sussurrato all’orecchio dell’avvocato della società per cui lavoro che sono una strega. La lettera di richiamo che ho ricevuto ieri mattina parlava chiaro e una nota in calce di rimando all’amministratore diceva appunto di Catechizzare la dipendente al fine di evitare tensioni e conflitti. Dunque il processo inquisitorio ha tutta l’aria di avere inizio da un momento all’altro ma io non ho ancora rimediato un calderone grande abbastanza che fa al caso mio.
Ad ogni modo, il Carro è una carta bellissima che ricorda in tutto il mito della biga alata raccontato da Platone nel Fedro. Secondo la teoria platonica che spiega la reminescenza dell’anima attraverso la reincarnazione, l’auriga, la ragione, ha il compito di condurre una biga trainata da un cavallo bianco, anima spirituale tesa al raggiungimento dell’Iperuranio, e uno nero, anima concupiscibile tesa verso il mondo sensibile. L’Iperuranio è una dimensione ultraterrena squisita dove risiedono le idee immutabili e perfette, e parliamoci chiaro, a dare da fare all’auriga è specialmente il cavallo nero, che imbizzarrito inizia a trottare per conto proprio. Vuoi la stizza, la paura, la passione, i trent’anni, l’ascendente in ariete, il fuoco di Marte, la lava dell’Etna che ribolle nelle vene e hai voglia a chiamare i pompieri per spegnere le fiamme con una secchiatina di buon senso e disciplina.
Temperanza. Anche questa una carta magnifica che suggerisce l’esercizio dell’intelletto perchè sia in grado di scartare il superfluo. Nella fattispecie emozioni che indomate possono diventare distruttive e portare a un esito controproducente e negativo.

02 : 01 AM

Brad Wilson
Brad Wilson

C’è questa poesia di Rilke, La Pantera, che ieri mattina mi è venuta in mente, amo molto e apprezzo specialmente tradotta in inglese. Recita,

His vision, from the constantly passing bars,
has grown so weary that it cannot hold
anything else. It seems to him there are
a thousand bars; and behind the bars, no world.

As he paces in cramped circles, over and over,
the movement of his powerful soft strides
is like a ritual dance around a center
in which a mighty will stands paralyzed.

Only at times, the curtain of the pupils
lifts, quietly. An image enters in,
rushes down through the tensed, arrested muscles,
plunges into the heart and is gone

E’ il primigenio afflato di vita, istinto animale, che privato della libertà di esprimere la propria natura si ribella prima per deprimersi poi. E la pantera si adopera in uno sforzo di adattamento alle avverse condizioni che limitano il proprio raggio di azione e provano la sua tenacia, ma le sbarre definiscono il confine oltre il quale la volontà è nulla. Behind the bars, no world.
Si tratta di una poesia a cui sono molto affezionata perchè mi ricorda la distanza percorsa dal punto in cui mi sentivo in gabbia, a quello in cui ho realizzato che a costruirmela intorno ero stata io. Pur ampia e con le migliori intenzioni. E a farmi apprezzare questa poesia con gratitudine, oggi più di ieri, è la consapevolezza di possedere io le chiavi che occorrono per aprire la gabbia e liberare la pantera. Le ho dentro, da qualche parte. Non so ancora dove. Ogni tanto mi pare trovarle, ma no, non sono loro. La ricerca è costante e costante è l’impegno che mi fa fare ordine nel marasma di bric a brac da collezione di cui, mi rendo conto, non posso liberarmi del tutto. Fatico a liberarmi del tutto. Quanto è vero che simbolizzano la mia identità. La lingua che mi esprime, il linguaggio che mi parla.

11: 49 PM

Mitica Catherine Russell in questo delizioso motivetto del ’34
E di Dick Hyman al piano vogliamo parlarne?
Oh, e dell’incantevole sorriso che ho rivisto stamattina dopo averlo per mesi tanto sognato?

Maybe I can’t live to love you as long as I want to
Life isn’t long enough baby, but I can love you as long as I live

Nove Marzo

Ohara Koson, Swallows with Cherry Blossom, 1910
Ohara Koson, Swallows with Cherry Blossom, 1910

Otto Marzo

Sally Benedict, NO.65
Sally Benedict, NO.65

Così ricorre oggi la Festa della Donna, creatura magnifica. Divina. Squisita. Incantevole in ogni sua forma colore e manifestazione dell’Essere. Forza e debolezza.
Perchè noi donne si veda riconosciuta pienamente quella parità di merito, diritti, doveri e opportunità, richiesti dalle nostre antenate, che oggi celebriamo e grazie alle quali ci siamo emancipate, credo necessario organizzare una Festa dell’Uomo, creatura magnifica. Divina. Squisita. Incantevole in ogni sua forma colore e manifestazione dell’Essere. Forza e debolezza.
Dunque l’augurio che quest’anno mi sento di fare a me stessa e a tutte le donne è di lavorare tenacemente perchè il rapporto fra noi e con gli uomini possa essere quanto più costruttivo e di valore, per il bene di ciascuno e dell’intera comunità. Perchè è importante che ci vengano riconosciuti pari meriti, pari diritti, pari doveri, pari opportunità, ma è altrettanto importante che noi donne si riconosca l’impegno che richiama ognuna alla responsabilità di essere, individualmente, quell’effettivo cambiamento che si vuole rendere possibile nella società. Ed è altrettanto importante che ognuna di noi riconosca l’estremo bisogno che ci lega alla presenza dell’altro. E in prospettiva dell’Amore, del Sostegno, dell’Empatia, Rispetto, Compassione, Tolleranza, di cui ogni creatura sulla terra necessita per vivere bene, è necessario che noi tutti si abbia il coraggio di entrare in contatto con l’intimità dei desideri e dei bisogni che rendono possibile la manifestazione della nostra natura più sincera, e ci si renda disponibili a dare dare e dare. Dal profondo. Perchè sia Pace e Armonia.

10 : 38 PM

Insonnia addio.
Naaah. Negli ultimi tempi è vero riesco a prendere sonno con più facilità ma se persino uno specialista nella pratica dell’ipnosi si è rifiutato di intervenire nel mio caso, ho buone ragioni di credere che a risolvere questa faccenda può essere solo un esorcista. Ah.
La verità è che a me la notte piace. Me ne piace la quiete. Il ritmo lento. E mi spiace di cuore non potermela godere perchè DEVO dormire. DEVO svegliarmi presto al mattino. Lucida e scattante, pronta per l’ennesima, entusiasmante, giornata di lavoro. Che la mia insonnia sia in realtà un atto inconscio di disobbedienza e resistenza a un tempo? A ben pensarci. Il mio corpo dice più di quanto Io ho il coraggio di ammettere.
Lo Stedman’s Medical Dictionary chiama Nyctophilia a preference for the night or darkness ❤

Sette Marzo

Effettivamente, nonostante io conoscessi già Donald Byrd, non mi ero ancora scomodata troppo ad approfondire quanto riguarda la sua carriera scoprendo i Blackbyrds, gruppo nato a Washington nel ’73, riunitosi nel 2012, e composto da 9 dei sui studenti della Haward University.
Quest’album specialmente, Action, uscito nel ’77, da cui è tratto questo pezzo quanto Dreaming about you, è. Uau.
Healing

Sei Marzo

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