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Questo 2017 è iniziato con un cambio di residenza, dal corpo in cui ho vissuto per 35 anni e sei mesi, a uno in cui mi sono idealmente trasferita portando con me l’indispensabile, legami di sangue e foto di viaggi nel tempo che ho incorniciato e racchiuso dentro un baule. Ci sono voluti anni per liberarmi dell’innecessario, focalizzare l’attenzione su ciò che mi sarà utile per i giorni a venire, e, letteralmente, fare la muta. Cambiare di pelle. Dunque eccomi, al sicuro dentro il corpo che mi offre rifugio e fa sentire protetta. Al caldo. Finalmente a Casa. Mi sento leggera. Talmente leggera da camminare a un palmo dal suolo e vedere con più chiarezza la meta che si profila ai miei occhi attraverso la foschia. Chi vorrà presentarsi al mio uscio è benvenuto, ma è pregato di togliersi le scarpe e portare con se tanta luce quante ombre. Delle peonie. Del vino, sempre gradito. Musica, sempre apprezzata. Di provviste, a casa mia, sono pieni gli scaffali. Cibo per il corpo e per l’anima.

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