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Ho letto bene quello che il Cardinale Gianfranco Ravasi scrive nel Breviario pubblicato nell’inserto Domenica del Sole 24 ore uscito appunto stamattina? ‘E’ sorprendente che un aruspice possa vedere un altro aruspice senza mettersi a ridere’. Segue a questa citazione una severa critica di condanna contro ‘i giornali più paludati [che] non hanno esitato (e non si sono vergognati) a interpellare astrologi per emettere oroscopi riguardo al nuovo anno.’ Il cardinale condanna la cartomanzia, la chiaroveggenza, l’astrologia. Evidentemente incurante della superstizione alla base tanto dell’esoterismo quanto della religione. Insomma il bue dice cornuto all’asino, ma perchè si tratta di un bue e non di un asino, cita Cicerone e un passo tratto dall’opera ‘La natura degli dei’. Per essere un autogol, questo non manca di sofisticazione e acume, non c’è che dire.
Di buono imparo che l’aruspicina è un’arte divinatoria di origini etrusche che consisteva nell’esame delle viscere (fegato e intestino) di animali sacrificati. Dicesi pertanto aruspice colui che pratica questa ‘diavoleria’.
L’astrologia non è una scienza esatta. Men che meno lo è l’esoterismo. Eppure tanto la scienza ufficiale quanto l’esoterismo e le religioni rappresentano al meglio la natura umana nella sua affascinante complessità. Non certo scevra di contraddizioni. Basta guardare alla conformazione del cervello, che vede nell’emisfero sinistro la sede della ragione e nell’emisfero destro quella della creatività. Tanto il primo, quanto il secondo, parte dello stesso organo, dello stesso individuo. Chiunque, per partito preso, scredita l’esoterismo, accusa le religioni o condanna la scienza, manca di accettare l’uomo nella sua interezza, capace com’è di grandi cose proprio perchè dotato tanto di raziocinio quanto di fantasia. Non è il sapere a determinare la condotta di un uomo, ma l’utilizzo, talvolta avveduto, talvolta scriteriato, che ne fa.

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