Matt Blease

Dialettica. Non avessimo ereditato da Platone l’arte di discutere per approdare alla verità tramite il confronto, la nostra non sarebbe una società tale da definirsi civile. Per Platone il fine della discussione consiste nel rilevare l’idea suprema di Bene e ciò che muove gli interlocutori, tesi a interagire, é l’eros, il desiderio bramoso per la conoscenza. Platone più di tutti aveva compreso che l’intelligenza di un filofoso si manifesta nella capacità di confutare un pensiero contrario al proprio così da stimolare la controparte ad articolarne uno via via più fecondo che in sede di dibattito porterà alla realizzazione di un’idea compiuta infine. Ma ciò che più conta é che per Platone il fine della discussione non consiste nello stabilire chi ha torto e chi ha ragione. Ma cosa é bene e giusto. E se l’eros é il movente del dialogo, ciò che permette di rendere quanto più costruttiva una discussione, il suo contrario rende il confronto tanto piú sterile e inconcludente. Così i vaniloqui, le lamentele, gli insulti, che sprovvisti di acume non forniscono valide alternative né risoluzioni, rendono ridondanti e inefficaci gli interventi e qualificano chi li usa, fomenta e promuove. Date queste condizioni, perché scomodarsi a replicare, reagire a una peovocazione con una provocazione, se si può fare di meglio, fischiettare.

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