hbn

Parità dei sessi. Mi capita in più occasioni di trovarmi in treno e cedere a un maschio quell’unico posto rimasto libero fra tanti occupati. Si tratti di un bambino, un ragazzo, un adulto o un anziano, non fa differenza. E’ nella mia natura essere gentile e apprezzare a mia volta l’altrui gentilezza. Lo stesso faccio con le femmine. A maggior ragione con le femmine. E’ nella mia natura essere anche galante. Eppure ammetto che quando a sedersi è un mio coetaneo, questa mancata gentilezza suscita in me biasimo. Perchè si, uomo, ripongo su di te l’aspettativa di saperti galante e cortese al mio pari.
Io no, non sono una femminista. Simpatizzo per le politiche femminili e ho a cuore la Goldman più di chiunque altra che ha fatto la storia, ma non sono femminista. Anzitutto perchè non sono mai stata capace di aderire ciecamente a un sistema di idee predefinite. Individualista come sono. Trovo significativo sostenere la causa delle donne nel mondo ma sono orientata a riflettere su ciò che concretamente è alla mia portata e in mio potere fare. A lavoro, come per strada. Poi perchè sono convinta del fatto che se voglio qualcosa, qualunque cosa, spingo per ottenerla fino a quando non la ottengo, non mi viene riconosciuta o capisco di dover rinunciare. Dunque considero scuse il più dei discorsi che riguardano la discriminazione. Tieni a fare qualcosa nello specifico? Non ti permettono di farla? Renditi quanto più indipendente, creati le condizioni adatte per renderla possibile, fino a che quella cosa nello specifico da concessione quale era diventa invece un’opportunità e un diritto, che nessuno può mai impedirti di esercitare. Insensata considero anche la pretesa di voler fare carriera conciliando la professione all’accudimento dei bambini. Deciditi donnna. O il mestiere, onoratissimo, di madre. O la libera professione. A fare più cose insieme si finisce per non realizzarne una sola come si deve. Mi dispiace di cuore ammetterlo, ma temo proprio che tante politiche di emancipazione hanno contribuito appena a deresponsabilizzare gli uomini dal farsi carico dei doveri necessari all’oganizzazione della vita.
So cosa vuol dire lavorare tanto più di un uomo ma percepire la metà di lui a parità di mansioni. Eppure continuo a dirmi che se questo è accaduto è dipeso da due ragioni. La prima, perchè non ho avuto a che fare con le persone giuste, in grado di attribuire alla mia persona e al mio lavoro il valore che meritano. La seconda, perchè ho permesso alle stesse persone di sminuire quel valore che evidentemente non sono stata in grado di affermare opportunamente e proteggere. Semplice. Per questo non ne faccio una questione di principio. Tutto sta nel peso che si è disposti a porre sul piatto della bilancia. Quello è e quello rimane. Inconfutabilmente. Un uomo può anche fingere che quel peso non ha il giusto valore, può anche abusare del proprio potere e mettere a rischio la tua sicurezza, ma questo non ti impedisce di affermare la tua posizione, lottare perchè ti venga riconosciuto nè più, nè meno, di quello che ti spetta, oppure andartene. Nè tu nè lui avete del resto voglia di perdere tempo e sprecarvi inutilmente. Se mai questo accade, ti è chiaro che quello non è il posto giusto in cui investire capacità e dedizione. Coraggio. Polso fermo. Semina bene, aspettati di raccogliere buoni frutti. Se sono marci,  cambia tecnica di coltivazione, cambia terreno, cambia i semi, ma non cambiare attitudine. Rischia. Sarebbe ora che a emanciparsi fossero loro e loro ad adattarsi a un femminile evoluto. Con le idee chiare e i requisiti necessari a realizzarle. E l’unica a poterglielo fare capire sei tu. Più coi fatti che con le parole.
Quanto alla violenza domestica, se un uomo è violento o abusante, i  segni sono chiari e il problema oltre a risiedere in lui risiede specialmente in te, che devi educarti ad acquisire i mezzi necessari a individuarli così da proteggerti e segnare il limite che nessuno al mondo può superare a meno che tu non lo voglia deliberatamente. A fare poi la differenza fra una donna che può dirsi libera di andare in giro la notte da sola, e una che non si sente al sicuro, è un lampione. Tanti lampioni quante donne. Una strada bene illuminata. Mi piacerebbe guardare agli esseri umani con indiscrimanata compassione, ma non posso, quanto è vero che ho tanta più stima di chi sa comportarsi. C’è chi sa stare al mondo e chi no. Avanti i primi, via i secondi. In terapia rieducativa. Non si discute su questo. Veniamo al mondo con uno scopo. E una scelta, ben precisa. Fare bene, fare male. Non importa da dove vieni, ma quello che fai della tua vita. Niente scuse, appropriata indulgenza.
Quando infine a entrare in gioco è la galanteria, allora si, mi spiace per te, uomo, che manchi di spirito e savoir faire. Non mi devi nulla a prescindere. Eppure mi piacerebbe avere di te un’opinione e poter riporre su di te delle sane e ragionevoli aspettative. Tu puoi contare su di me. Su questo sono pronta a dare la mia parola. Io vorrei poter contare su di te e la tua.

 

Advertisements