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‘Non capisco come l’uomo razionale e spirituale possa servirsi di mezzi artificiali per arrivare alla beatitudine poetica, dal momento che l’entusiasmo e la volontà sono sufficienti per elevarlo a un’esistenza sovrannaturale’. Che detto da Baudelaire nei Paradisi Artificiali ha senso solo se per volontà intendeva quella di cucinare a pranzo una parmigiana e per entusiasmo il godimento papillativo che ne consegue quando la si assapora. Quanto è vero che la parmigiana è una metafora d’amore incondizionato e squisitissimo.
Ogni tanto mi chiedo se è mai possibile organizzare uno studio sulle abitudini alimentari dei più influenti pensatori europei del ‘900 così da rilevare, a livello biologico, la correlazione fra cibo e attività cerebrale. Non deve essere un caso se Jean Baudrillard ha definito il postmodernismo come l’epoca del nichilismo. E se postmodernismo è uguale a capitalismo, capitalismo è uguale a cibo in scatola e fast food. Dico io viva i carboidrati a basso indice glicemico. Viva l’ottimismo. A colazione, pranzo e cena.

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