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Non so gli spot commerciali che passano in tv ma quelli che mi capita di vedere a introduzione dei video su youtube sono per lo più drammatici. A iniziare da quello che sponsorizza un formaggio fresco spalmabile e vede una donna mangiare con gusto sospirando lieta che può avere di meglio dalla vita che un uomo. O quell’altro che sponsorizza un panno cattura-polvere e vede un uomo sospirare lieto per il tempo che il suddetto gli farebbe risparmiare nelle pulizie e dedicare a coccolare un cane. Mi pare logico pensare che i due hanno rotto da poco e ripiegato rispettivamente sul cibo la prima, su un cane il secondo. E per rimediare alle spese del divorzio si sono dati alla recitazione. Può essere. Certo bisogna chiedersi perchè sia l’una che l’altro preferiscono il cibo e un cane allo stare insieme. Forse perchè nè il cibo nè un cane hanno modo di parlare? Peggio litigare. Se così fosse andremmo a parare nei soliti discorsi che vedono la comunicazione al centro di una sana relazione e la mancata o inappropriata comunicazione come la causa che determina i conflitti che portano a una rottura. Però è proprio questa similitudine che rende più facile comprendere cosa manca nella comunicazione fra due persone perchè risulti efficace e apprezzata da entrambi. Se il cibo procura piacere allora vuol dire che per rendere una donna contenta bisogna comunicare con lei utilizzando un linguaggio quanto più ricco di sapore, gusto, varietà. Bisogna cioè stimolarla, emozionarla, soddisfare i suoi languori. Per il dolce, per il salato. Del resto l’amore è un piatto forte che va cucinato con passione e dovizia di attenzioni. Bisogna saperci fare. Se un uomo preferisce a una donna la compagnia di un cane, essere affettuoso, giocherellone e fedele, o di un gatto, essere indipendente, solitario e sornione,  allora vuol dire che per comunicare con lui sarà necessario utilizzare un linguaggio quanto più essenziale, diretto e scherzoso. Bisogna cioè  obbedire a tutti i suoi ordini, andargli a riportare le ciabatte quando ve le tira addosso fargli notare le cose senza abbaiare, rispettare i suoi spazi, rendersi quanto più indipendenti, rassicurarlo circa il bisogno di lealtà e fiducia che si aspetta da noi donne. Chissà. Se non altro basterebbero accorgimenti come questi per scoraggiare le agenzie pubblicitarie dal creare così tanti spot tristemente realistici.

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