Laurie Kersey
Laurie Kersey

Che pianta sofisticata, l’orchidea. Tanta grazia ed eleganza sono pari all’attenzione di cui ha bisogno per crescere in salute e fiorire rigogliosa. Volerne una, da tenere in casa, significa prendersene cura con grande pazienza e dedizione, costanza e impegno. Diversamente da altre piante in grado di crescere e svilupparsi in qualsiasi clima, l’orchidea non è capace di autosufficienza e indipendenza. Mi viene da pensare alle tillandsie, chiamate anche figlie del vento, cui natura duttile, versatile e facilmente adattabile all’ambiente, necessita di ampi spazi e appena di aria per vivere. Il loro apparato radicale non affonda nel terreno ma tra le foglie insinuate nelle fessure degli alberi. Le tillandsie soffrono quando invasate, non necessitano di cure particolari, di concime, di acqua, ma di aria e spazi aperti. Se non bastasse, sono persino capaci di depurare l’ambiente in cui stanno, assorbendo e metabolizzando gli agenti inquinanti presenti nell’aria.
L’orchidea, no. L’orchidea è una pianta delicata. Cui gestazione ricorda l’intricata conformazione di una relazione fra genitori e figli quando a entrare in gioco sono doveri e responsabilità. Per loro natura, le orchidee sono bambini molto sensibili, in tutto dipendenti dagli adulti e dei quali è necessario prendersi cura con attenzione, così da favorirne la crescita in perfetta armonia. Chi ha avuto a cuore di volerli in casa deve potersi prendere cura di loro con grande amore. Augurio che faccio a tutti i neo papà che oggi festeggiamo.
Pianta tropicale di origini antichissime, l’orchidea viene per la prima volta definita e descritta nel mondo occidentale da Teofrasto, filosofo greco vissuto tra il VI e V secolo a.C., che la chiama Orchis, testicoli, associando il termine ai due tubercoli rotondeggianti alla base delle radici. In Cina viene celebrata nelle feste di primavera e tenuta in casa per allontanare il maligno e favorire la sterilità; l’orchidea simbolizza nobiltà, raffinatezza e amicizia.
La pianta necessita di un terreno molto soffice cui substrato ideale si ottiene mescolando tocchetti di corteccia, torba e fibre di cocco. Pur avendo bisogno di abbondante luce, l’orchidea non va esposta al sole perchè il calore, quando eccessivo, rischia di fare seccare le radici. Tanto è importante pulire delicatamente le foglie, con un panno, per evitare che la polvere impedisca il corretto filtraggio dei raggi solari. E’ necessario annaffiarle con regolarità, una volta a settimana in inverno, due volte a settimana in estate, ma avendo cura di spruzzare l’acqua intorno al vaso ed evitando di utilizzare un annaffiatoio. Un alto livello di umidità può fare insorgere macchie sui fiori dell’orchidea mentre un bassissimo livello di umidità determina l’ingiallimento e il raggrinzimento delle foglie.
Importante sarà fare in modo che la pianta non venga aggredita da parassiti che potrebbero farla ammalare o peggio procurarne la morte.
In condizioni ottimali di luce, umidità e temperatura, cui valori massimi non devono superare i 25 gradi, e valori minimi non devono scendere al di sotto dei  17 gradi, la pianta può arrivare a fiorire anche tre – quattro volte l’anno. Un prodigio. La massima realizzazione della sua natura più intima, discreta ma portentosa, tanto per la vista quanto per l’olfatto.