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Tutte le volte in cui percorro a piedi il tragitto che da Vittorio Emanuele porta a via Cavour fino al Colosseo e i Fori Imperiali, specialmente presto al mattino, quando l’aria è più limpida e la luce rarefatta, vengo attratta da un’energia fortissima che comunica in me grande sicurezza. E’ la solidità delle rocce, la loro armonica immanenza.
Le rocce stanno. Posate. Apparentemente inanimate ma vive. Apparentemente mute ma parlanti. Ognuna di loro dice di sè più di quanto è dato sapere a prima vista. Non agiscono, ma vengono agite. Molto lentamente, nel tempo, dalla pioggia, dal vento, dal sole.
E nella fattispecie, a rendere ancora più straordinari Colosseo e Fori Imperiali, è il fatto che la struttura portante delle costruzioni è costituita in prevalenza da blocchi di travertino e tufo, carbonato di calcio disciolto nell’acqua, ossigeno e silicio, anidride carbonica, idrogeno, metano. Tutto il talento della natura esaltato in potenza dall’ingegno umano e in perfetta armonia con l’ambiente. Meraviglioso.

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