Astute le carte, stamattina. Tirarle fuori dal mazzo è uno spasso, specialmente perchè a interpretarle sono Io e a mostrarsi ai miei occhi sono loro. Arcani maggiori e minori mi rivelano ognuno intuizioni, insicurezze, paure, desideri, speranze, che latitano nel profondo per emergere in superficie e rendersi immediatamente riconoscibili.
Stamattina a fare colazione in mia compagnia c’erano la Regina di Denari (Madame), La Papessa (chapeau), e il due di spade (ouch).
L’atmosfera sulle prime non era delle più rosee. Entrambe detengono un potere, materiale la prima, spirituale la seconda. E sebbene la dignità di ciascuna coincide in una saggezza comune, frutto di un’intelligenza e sensibilità squisite, la Regina di Denari e la Papessa sono entrambe dedite a perseguire uno scopo direi quasi diametralmente opposto. Sicurezza materiale la prima, pienezza spirituale la seconda. Congiunture queste non necessariamente in conflitto fra loro, sebbene, occasionalmente, d’ostacolo l’una alla realizzazione dell’altra.
Sicurezza materiale ed evoluzione spirituale assumono due principi di rilevante importanza. La prima presuppone una mancanza che va colmata attraverso l’acquisizione di beni. Sento che mi manca qualcosa, dentro, e quel qualcosa che ottengo, fuori, quel surrogato, soddisfa la mia mancanza. Perciò ho l’illusione di avere tutto quello di cui ho bisogno. La seconda presuppone invece una ricchezza che non manca perchè la si possiede già dentro, in tutto il suo splendore. E siccome la si possiede, e questa basta a se stessa e non è soggetta a finire o essere dilapidata, non genera una mancanza da colmare ma il desiderio di comprendere di quali risorse è fatta così da apprezzarla, goderne e condividerla.
Insomma la questione è articolata ma su una cosa siamo tutte d’accordo. Questo pezzo dei Whispers è un bel martedì soleggiato in 33 giri.