Così stamattina ho interrotto il digiuno equinoziale iniziato più di 80 ore prima. Mi sarebbe piaciuto molto proseguire oltre ma iniziavo a venire meno delle forze che solitamente mi occorrono per affrontare il quotidiano nel pieno delle mie facoltà fisiche e cognitive. E devo ammettere l’esperimento ha come dato interessante proprio questo. Non ci si accorge infatti della straordinaria energia che è in grado di produrre il corpo fino a che non lo si pone di fronte a limiti e restrizioni. Fisici quanto mentali. Dicendo questo mi pare di affermare l’ovvio ma è giusto quest’ovvietà a fare la differenza quando si considera se stessi in prospettiva di tutto quel potenziale che caratterizza la propria natura e non chiede che di esprimersi attraverso un atto costante di partecipazione attiva alla vita. Con ognuno dei sensi tesi alla scoperta. Il corpo è una macchina straordinaria. Laddove ho voluto privarlo del gusto come tramite di conoscenza empirica, lo stesso ha acuito l’olfatto, reso più sensibile a captare gli odori, fino quasi a riscoprirli.
Ora, non so se è vero che a definire la misura di tutte le cose è esattamente l’opposto, il contrario, di ciò che caratterizza la polarità dell’oggetto preso in considerazione. L’intelligenza è tanto più brillante quanto più ottusa è l’ignoranza? La libertà è tanto più sconfinata quanto più ferree e restrittive sono le regole che la vincolano? L’amore è tanto più edificante e forte quanto più distruttivo e debilitante è l’odio? Forse. Capisco a fare la differenza non è tanto l’oggetto in sè, ma la misura in cui esprime la propria polarità. Quanto è vero che l’oggetto, qualunque, animato, inanimato, è dotato per sua natura di qualità positive quanto negative. Un martello nasce dall’idea di fissare un chiodo al muro così da appendere a quel muro un bel quadro. Sebbene lo stesso martello può essere utilizzato come un’arma in corso a una colluttazione. Il martello, l’oggetto in sè, rimane tale. A cambiare è la misura della sua polarità. Da positiva a negativa.
Non è necessariamente bene ciò che esprime qualità positive. Non è necessariamente male ciò che esprime qualità negative. Così come non è necessariamente giusto ciò che è bene e necessariamente sbagliato ciò che è male. L’oggetto E’. Quel che è. Tanto bene quanto male. Perchè in fondo a determinare qualità e misura degli oggetti, non è altro che il giudizio, capacità squisitamente umana di cui si serve l’individuo per valutare e definire la realtà. Che a rendere possibile l’equilibrio interiore di cui tanto mi preoccupo è nientepopodimenoche l’assenza di pre-giudizio? Stasera avrò anche realizzato coscientemente che alla notte segue il giorno, ma sono pur arrivata in cima alla piramide di Maslow