Svadhisthana-chakra

Dunque sono passate 24 ore dall’ultimo pasto consumato ieri sera alle 19.30. Ho deciso infatti di dare inizio a quello che voglio chiamare Digiuno Equinoziale, lungo 7 giorni, che ha come fine non solo la disintossicazione dell’apparato digerente da tutte le tossine accumulate specialmente nelle ultime settimane di indisciplinati disordini alimentari, ma anche e soprattutto il ripristino di un equilibrio solido tanto nella mente quanto nel mio Svadisthana, che in sancrito vuol dire dolcezza e secondo la medicina ayurvedica corrisponde al secondo chakra, situato alla base dell’organo genitale, nella zona corrispondente al plesso sacrale, all’altezza dell’ombelico. Il secondo chakra corrisponde astrologicamente al segno del cancro. Il mio segno natale. L’elemento è l’acqua, metafora e simbolo delle emozioni. Il colore è l’arancione, associato con la morte del vecchio e alla nascita del nuovo. I petali del loto che ne rappresentano il simbolo sono sei, numero che indica responsabilità e nutrimento. Il secondo chakra controlla il corpo Essenziale e Sensuale, gli istinti per la sopravvivenza. Il senso corrispondente al secondo chakra è il gusto, esperienza emozionale anche questa connessa al piacere, al nutrimento, all’accudimento e alla condivisione. Il secondo chakra descrive la nostra coscienza emozionale, i nostri istinti più animali, primordiali. Questo chakra rappresenta la parte mammifera del cervello dove il sistema limbico controlla le emozioni e la memoria a breve termine. Il sistema limbico è un importante centro per la creatività e l’apprendimento perché è lì che emozioni e memoria si mescolano. La ghiandola endocrina per il secondo chakra sono le gonadi, organi sessuali maschili e femminili. Ovaie, testicoli e la ghiandola della prostata.
Pulire il secondo chakra, ripristinare in esso un equilibrio, vuol dire riconnettersi con se stessi e sentirsi a casa, al sicuro, dentro il proprio corpo. Le emozioni vengono vissute serenamente. Tutto è pace e armonia. Quando piuttosto questo non è pulito, genera impotenza, sterilità, o al contrario, forti istinti sessuali. Possiamo non riuscire a trarre piacere dal sesso o possiamo usarlo come mezzo per reprimere ciò che proviamo intimamente. Possiamo sentirci alienati dall’ambiente che ci circonda, familiare, sociale, lavorativo. Possiamo sviluppare dipendenze dal cibo, dall’alcool, dalle droghe, nel tentativo di immettere nel corpo, attraverso un atto di assunzione incontrollata, ciò che vale a riempire un vuoto, o a coprire emozioni che non vogliamo affrontare coscientemente. Paura e rabbia sono proprio al di sotto della superficie della nostra consapevolezza. Vecchi assiomi culturali, che fungono da inibitori e agenti repressivi, sabotano il nostro comportamento, deprimendo la nostra volontà e riducendoci a percepire la vita come mero atto di sopravvivenza scevro di significati e propositi.
La scelta dei giorni di digiuno, 7, non è casuale, sebbene dovrò tenere in grande considerazione la maniera in cui reagirà il mio corpo. I sintomi più ricorrenti saranno la nausea, i capogiri, la stanchezza. Dovuti al processo di disintossicazione. Non escludo pertanto di interrompere il digiuno un po’ prima, casomai mi rendessi conto di stare provando il mio corpo oltre i limiti che naturalmente mi impone. Di fatto mi sto preparando a quest’atto di purificazione bevendo litri e litri d’acqua naturale con l’aggiunga di limone, o sale rosa dell’Himalaya, privo di tossine e ricco di minerali, soprattutto il ferro. Dunque tisane. Te verde. Ricorrerò a delle centrifughe di verdure, spezie e zenzero quando mi renderò conto di stare deprivando troppo tanto il corpo quanto il cervello. Che, mi rendo conto, ha bisogno di cibo per funzionare adeguatamente. Dopotutto mi aspetta una settimana di duro lavoro sebbene considero questa l’occasione che mi ci vuole per rallentare i ritmi e dominare le emozioni quando sotto pressione.
La cosa più difficile rimane smettere completamente di fumare. Non sono sicura di riuscirci ma a ora ho fumato appena un paio di sigarette soltanto. Fumare mi piace e distente.
7 rimane comunque il numero ideale. Tant’è 7 sono i giorni della settimana. E, come mi ricorda Wikipedia:
7 sono i colori dell’arcobaleno
7 sono i cieli dell’antichità, ciascuno corrispondente ad un pianeta: Sole, Luna, Mercurio, Venere, Marte, Giove e Saturno
7 sono le stelle più luminose delle costellazioni dell’Orsa Maggiore e dell’Orsa Minore
7 sono le virtù: 3 teologali (fede, speranza, carità) e 4 cardinali (giustizia, temperanza, prudenza, fortezza)
7 sono sono i peccati capitali: gola, accidia, superbia, avarizia, invidia, ira e lussuria
7 sono i bracci del candelabro ebraico Menorah
7 sono sono gli attributi fondamentali di Allah: vita, conoscenza, potenza, volontà, udito, vista e parola
7 sono gli Dei della felicità del buddhismo e dello shintoismo
7 è il numero buddhista della completezza
7 sono, appunto, i chakra
7 sono le meraviglie del mondo antico e moderno
7 erano i palmi della distanza tra sole e terra nella cultura Cherookee
7 sono i metalli simbolici del percorso di trasmutazione alchemica: piombo, ferro, stagno, rame, mercurio, argento, oro
7 sono le note musicali
7 simboleggia l’intelletto, l’intuito, la forza, il moto armonico, il viaggio. E io ho giusto bisogno e voglia di intraprendere questo viaggio di morte e rinascita. In solitudine e pace. Non è forse casuale l’uscita dell’Appeso nella lettura dei tarocchi consultati qualche giorno fa.

A oggi sto bene. Mi preparo a sbocciare.