VII. I nostri piaceri non si disperdono nè scompaiono; in un modo diverso ci segnano al pari dei nostri dolori. Quel piacere che ci sembrava per sempre svanito, ci salverà da una crisi e a nostra insaputa perorerà ora contro quella delusione, ora contro quella tentazione di rinuncia e di abbandono; avrà creato in noi dei nuovi legami di cui non siamo consapevoli e rinforzato una quantità di piccole speranze che controbilanceranno quella tendenza della memoria a non conservare che le vestigia dell’atroce e del terribile. Perchè è venale, la nostra memoria: sostiene la causa dei nostri dolori, si è venduta ai nostri dolori.
Da Relitti di tristezza
La tentazione di esistere
E.M.Cioran