Bene. A quanto pare la profezia di mio padre sta continuando a sortire la sua maledizione e con un che di tragicomico, specialmente negli ultimi due anni. Ricordo esattamente il giorno in cui mi disse Tu pati e patirai pi sa ucca. A quei tempi portava ancora i baffi e le sopracciglia folte e corrucciate, il contorno degli occhi solcato dalle rughe, conferivano alla sua persona un aspetto ancora più greve del Re di Spade raffigurato nei tarocchi. Si salvi chi può, il significato divinatorio.

Insomma, dopo aver messo in fuga due coinquilini, un prete, uno psicoterapeuta, dopo avere osato sfidare l’intemperanza di numerosi datori di lavoro, ieri è stata la volta di un buddista, a cui sono sicura di aver fatto perdere il controllo come non gli capitava da svariati mantra. A pensarci adesso mi vien da ridere. Stavamo discutendo della creazione di valori, e dell’importanza di ascoltare gli insegnamenti dei saggi, quando una contraddizione nel suo discorso mi ha dato motivo di credere a un’incongruenza fra la parola e i fatti raccontatimi. Questa faccenda dell’incongruenza parole – fatti rappresenta il nodo centrale del conflitto sempre vivo fra me e gli uomini. Perchè le parole, le parole sono importanti. Ma i fatti, non sono da meno. E non ci riferiremmo a Cristo come a un messia (altrimenti un invasato), se non fosse che la parola di Cristo, nel vangelo, viene avallata e rafforzata da numerosi miracoli e una crocifissione. Pertanto, a meno di essere un personaggio di fantasia cui dialoghi sono indirizzati a un pubblico di teatro che in corso allo spettacolo opera una sospensione del giudizio (indispensabile alla resa della messinscena), un uomo di strada deve avere l’accortezza di esprimere il proprio pensiero con coerenza, se vuole guadagnare credibilità. Che abbia la capacità di farmi credere negli unicorni al punto ch’io per prima possa giurare di averne visto uno in sua compagnia, se proprio tiene a spacciare per vero il falso. Perchè non c’è niente di più avvilente della parola insignificante, o non mantenuta, o tradita, o detta senza cognizione di causa ed effetto.

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