Dovrò decidermi a scrivere qualcosa su Esther Phillips. Non ha avuto in vita una carriera facile e insieme con Nina Simone, è a mio parere fra le donne più tormentate del blues. Su Wiki non compare neanche la traduzione in italiano dell’articolo che la riguarda, in inglese ovviamente. Non che Billie Holiday o la Fitzgerald, giusto per citare le cantanti jazz più popolari di quell’epoca, non lo fossero, ma con una carica emotiva differente. Nei testi della Phillips, ancor più in quelli della Simone, c’è una tensione molto più drammatica che malinconica. La voce è graffiante, il tono duro, ma a ben ascoltare le parole, sono preghiere.