La incontro tutti i giorni in via del Tritone, seduta per terra, sulle ginocchia, con le mani giunte al petto in atto di preghiera e ai piedi una ciotola per l’elemosina. A vederla da lontano pare una Madonna addolorata, coi capelli scuri e a ciocche, raccolti sotto un fazzoletto a sfondo nero e rose cobalto; gli occhi rivolti in basso, le labbra serrate in una leggera smorfia. Bella. Magnifica. Accecante. Spoglia e inerme. Mi sono chiesta molte volte perchè non va a rubare, invece di starsene seduta al freddo. Quali pensieri percorrono la sua mente quando prega Dio perchè le dia forza e conforto, o quando gli rimprovera di averla abbandonata per strada. Mi chiedo perchè si rimette alla volontà di chi avrà a cuore di aiutarla donandole una monetina o da mangiare. Perchè si rimette all’altrui bontà. Perchè si rimette all’altrui generosità. Cosa la muove perchè se ne stia seduta sulle ginocchia a elemosinare un atto d’amore. E’ lei che prova compassione per la mia indifferenza. E’ lei che perdona la mia superbia. E’ lei che non giudica la mia condizione. E’ lei che accetta la propria fragilità. E’ lei che, come mi insegna Tolstoji, mi induce alla redenzione. Ho peccato. Per un attimo ho creduto di essere immortale.