Non so quali parametri voi utilizziate per stabilire quanta fiducia riporre su questo o quell’altro amico, ma io so di avere a che fare con una persona sinceramente affidabile quando mi fa notare che ho del rossetto nei denti. Accidenti che figuracce. Specialmente quando la nuance è un bel rosso killer. Si tratterebbe di un accidente che ogni tanto sfugge alle mie attenzioni ed è spesso motivo di imbarazzo. Il rischio è di mancare di credibilità quando ci si sta confrontando con un superiore, o di distrarre l’attenzione dell’interlocutore quando gli si sta dicendo qualcosa di importante, o di risultare poco attraenti quando si sta flirtando con qualcuno che piace assai, o di suscitare ilarità quando si sta chiaccherando coi dei colleghi, dei conoscenti, un gruppo di amici. Ma ecco, quale collega o amico/a affidabile e fidato/a mancherebbe di farvelo notare? Sarò sentimentale io, ma considero questa una delicatezza fra intimi che denota attenzione e perchè no, anche affetto. E’ però interessante realizzare i meccanismi di inibizione che limitano gesti e parole quando ci si confronta con gli altri. Sarà che l’altro ha una pagliuzza nell’occhio, del colloide vischioso e verderame che gli pende dal naso, un pelo delle sopracciglia dispettoso, una macchia o un buco nel vestito, e farglielo notare certamente susciterà in lui o lei una qualche reazione. Forse di imbarazzo, di sconcerto, di rabbia, ilarità, vergogna o chissà, noncuranza. A seconda della percezione dell’immagine che questi/a ha di se stesso/a. Insomma qualunque emozione d’oltraggio al proprio pudore. Diventa interessante allora notare, anche da sottigliezze come questa, il ruolo dell’immagine nei rapporti e quanto queste possano risultare determinanti nello stabilire il livello di interazione. Più o meno intimo, confidenziale o formale.
Credo un bene avere premura di dire a una donna che ha del rossetto nei denti, se la si vuole amicarsela. Lei ve ne sarà grata per tutta la giornata.