blue jasmine Quando ho considerato di chiedere un’intervista a Woody Allen ero certa non me la sarei cavata semplicemente con un invito a pranzo da Ciccia Bomba in via del Governo Vecchio; ero certa non mi sarei aggiudicata il suo consenso facendogli pervenire a casa il vinile di una rara registrazione di Sidney Bechet, nè avrebbe funzionato adularlo dicendogli che lui, in confronto al clarinettista, è senz’altro un musicista più brillante e di talento. A poco sarebbe valso corromperlo rimediando una reliquia qualsiasi appartenuta a Fellini (poniamo una manciata di pietrini che il maestro ha calpestato a Piazza di Trevi durante le riprese della Dolce Vita. Gli americani sarebbero capaci di vendere il profumo di Manhattan in ampolle formato famiglia, dunque chi mai avrebbe potuto confutare il fatto che si trattava di sassolini qualsiasi?) Stavo per demordere quando ho avuto un’idea sensazionale. Questa idea sensazionale ha funzionato e quella che segue è l’intervista che sono riuscita a strappare a Woody Allen in occasione dell’uscita del capolavoro Blue Jasmine.

"When I first met Svesda in her dream I thought 'damn! She's the perfect character for my next dramatic movie'
“When I first met Svesda in her dream I thought ‘damn! She’s the perfect character for my next drama’.”
Me: La ringrazio Mr Allen per essere venuto a trovarmi nel mio sogno. La prego di approfittare di questa dimensione onirica per far parlare il mio inconscio attraverso la sua testimonianza. Prima di iniziare con l’intervista mi occorre dirle quanto ho apprezzato il suo ultimo film e quanto sono stata contenta di vederlo al Nuovo Olimpia con accanto un trio di signore pienamente immedesimate nel personaggio di Jasmine, magistralmente interpretato dalla Blanchett.
Allen: Crede? Da cosa lo ha intuito
Me: Principalmente dal fatto che sono implose in sospiri, singhiozzi e lacrime per l’intera durata del film.
Allen: Devo pensare la mia ironia ha perso di smalto negli ultimi tempi.
Me: Affatto. Per quanto mi riguarda ho trovato le scene al mio fianco decisamente divertenti.
Allen: (tossisce sistemandosi il colletto della camicia con l’indice della mano sinistra)
Me: Non le da noia il fatto di essere ripetutamente accusato di misoginia dalle femministe?
Allen: Noi ebrei siamo abituati alle persecuzioni. Jasmine è una donna indecisa circa la propria vita, capace di fingersi altro da se stessa per aderire a un ruolo, in cerca di un uomo in grado di garantirle quelle sicurezze che per prima non è capace di assicurare a se stessa. Le femministe tendono spesso a ignorare il fatto che avere una carriera, una posizione di prestigio, richiede carattere, idee chiare, innumerevoli ore di duro lavoro, sacrifici e dedizione. Tutte cose a cui buona parte delle donne decidono volentieri di fare a meno preferendo attività quali lo shopping, il gossip, il tea con le amiche e le comodità. Jasmine appartiene appunto a quella schiera di donne, checchè piaccia o meno alle femministe.
Me: Durante la visione del film mi sono chiesta se la trama di Blue Jasmine ha tratto palesemente ispirazione dalle vicende che specie negli ultimi tempi sono al centro di accesi dibattiti nel nostro paese. Girare To Rome With Love deve averle offerto l’occasione di apprendere molto circa la politica e l’alta società italiana.
Allen: L’evasione fiscale è la raison d’etre di un paese liberale che sceglie di gestire il proprio mercato finanziario entro le coordinate, i limiti, le regole, applicate da uno stato conservatore per costituzione. Io ho indagato la questione più da vicino attraverso il dramma personale di una donna esplicitamente coinvolta nei fatti.
Me: Lei è riuscito a rendere perfettamente l’idea e – se posso permettermi – a fare rodere un bel po’ di gente mettendo il dito lì dove la piaga brucia e fa più male.
Allen: Immagino è per questo che il film metterà a tacere l’interesse e buona parte delle critiche da parte degli intellettuali.
Me: E questo spegne la sua libido, esaspera il suo complesso di Edipo e la rende frustrato?
Allen: Direi che le grazie della Blanchett sono state un buon motivo per portare a termine le riprese del film e disinteressarmi dell’opinione che la gente vorrà farsene. A maggior ragione dopo aver letto questa assurda intervista.

Oh Woody. Woody.