Quando Lacan affermava che la donna è un sintomo dell’uomo, alludeva probabilmente anche alla percezione che questa ha di se stessa e alla percezione che questa ha di se stessa in relazione al proprio ruolo all’interno di una coppia eterosessuale.
Lisistrata, per esempio, è ben consapevole del proprio ruolo all’interno della società ateniese in cui vive, perciò riesce a convincere tutte le donne del posto a riunirsi insieme e attuare uno stratagemma di sicura riuscita. Essendo gli uomini impegnati nella guerra del Peloponneso, dunque a combattere anziché esplicare i propri doveri famigliari, le donne pensano bene di persuaderli negandosi a loro sessualmente. Gli uomini, privati di ciò che ritengono un diritto, si convincono a porre fine alla guerra, tornare a casa e riconciliarsi docilmente al ruolo di padri e amanti.
E’ certamente semplicistico da parte mia auspicare a una svolta nella lotta al femminicidio suggerendo alle donne di darla con intelligenza, meglio di non sprecarla, laddove un uomo intende abusare di loro fisicamente e psicologicamente, ma riconosco della saggezza nella commedia di Aristofane e se c’è un augurio che mi sento di fare alle donne in questa giornata di ricorrenza, è di imparare a riconoscere i bipedi e starne alla larga, imparare a dire di no, imparare a stare da sole, imparare a decidere con coscienza cosa vogliono e come ottenerlo, imparare a considerare la maternità con senso della responsabilità, imparare a maturare senso critico e volontà. Sveglia donne.