Cy Twombly, The Fire that Consumes All Before It, 1978
Cy Twombly, The Fire that Consumes All Before It, 1978

In occasione dei suoi quarant’anni di collaborazione, L’Obliquo Edizioni dedica a Damiano Abeni una raccolta di poesie – Caos, Pendole, Cocomeri – da lui tradotte dall’inglese all’italiano.
Dice Massimo Gezzi nella prefazione:

‘Ci sono scrittori e intellettuali, nella storia della letteratura, che svolgono il ruolo fondamentale di collegare due mondi. Penso – uno su tutti – a Bobi Bazlen, che negli anni venti del Novecento traghettò il meglio della cultura e della letteratura mitteleuropea (Svevo compreso) tra gli scrittori italiani, per primo Eugenio Montale.
Pensando alla quarantennale attività di traduttore di Damiano Abeni, che questo libro celebra e festeggia, mi viene in mente proprio questo: che l’epidemiologo con la passione per la poesia americana, sbocciata grazie a una borsa di studio che nel 1973, dai banchi del ginnasio, lo catapultò per la prima volta in America, rappresenta per noi una sorta di sensibilissimo e insostituibile radar di quanto di meglio si è prodotto in versi negli Stati Uniti negli ultimi cinquant’anni.’

Fra i poeti tradotti figurano John Ashbery, e. e. cummings, Weldon Kees, soprattutto Mark Strand, fra tutti il mio preferito.

Mi piacerebbe molto condividere ognuna delle poesie contenute in questo volumetto, ma dovrò accontentarmi di infrangere le regole del copyright postandone soltanto qualcuna.
Questa di Aldous Huxley, per iniziare

Carpe Noctem

Non c’è futuro, non c’è più passato,
non frutto nè radice, solo un effimero fiore.
Stai immobile e la notte durerà – resta sdraiata –
muta e oscura, non per lo spazio d’ore
ma per sempre. Fammi dimenticare
tutto tranne il tuo profumo, ogni notte tranne questa,
la vergogna, il pianto sterile, il recriminare.
Stai immobile, sdraiata: questa flebile e cheta estasi
fiorirà sull’orlo del sonno, si diffonderà
finchè non ci sarà null’altro tranne me e te
stretti in un silenzio senza tempo. Ma come chi il destino
chiama a morire, e al mattino morrà,
io so, anche se la notte pare sospesa, che
il cielo schiarirà prima che il sole annunci il mattino.

Le parole e le cose – Letteratura e realtà

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