Così ci siete letteralmente cascati anche stavolta, per l’ennesima volta. Sbadati. Delle volte non si capisce proprio che avete in testa. Che diamine avete in testa? Un circo di acrobati ubriachi, scimmie ballerine e lanciatori di coltelli strabici, avete in testa.
Qualcuno vi ha indicati fra il pubblico abbacinandovi con lo scintillio d’un occhio di bue
“Lei signorina, dico a lei, venga a raggiungermi nel palcoscenico. Ho da proporle un gioco di magia!”
Un gioco di magia. Vi sudano le coronarie dalla palpitazione al cuore.
“Mi è stato riferito lei non crede nei miracoli”.
Voi credete nei miracoli? Badate a rispondere opportunamente. Negando li confermate. Confermandoli vi negate. A meno che voi, e il mondo tutto, non siate uno scherzo dell’altrui immaginazione. Un’apparizione, frutto dell’altrui fantasia. Non sarete piuttosto di quelli che nutrono speranza? Peccando d’ingenuità fate un torto alla ragione.
“Tratterebbesi d’inerpicarsi su per le scale fino a quel trampolino e da quel trampolino lanciarsi. Dentro un bicchiere d’acqua!”
Dentro un bicchiere d’acqua.
“Applausi, signori e signore!”
Applausi.
Mai un’impresa simile vi è sembrata più irragionevole.
“Coraggio signorina, si lasci andare! Accetti di compiere questo miracolo!”.
Suvvia signorina, non essere una guastafeste, lasciati andare.
Lasciatevi andare. Dall’alto di una vertigine di sudori freddi e dubbi. Lasciatevi andare, credete nei miracoli.
Sapete di non potercela fare, di non avere alcuna possibilità d’entrare in acqua di testa, come un tappo lungo il collo vitreo di una bottiglia, un flutto di vino dentro un imbuto. Lo stesso, lasciatevi andare. È chiaro non avete alcuna possibilità di riuscire nell’impresa, com’è chiaro a quel punto dell’impresa è troppo tardi per tirarsi indietro. Siete o no stati indicati fra il pubblico per convincerlo a ricredersi circa i miracoli?
Dunque salite uno a uno tutti gli scalini che conducono al trampolino e una volta nel trampolino non esitate a lanciarvi.
C’è qualcosa di squisitamente affascinante nel pericolo; la sensazione di non essere immuni tanto alla paura quanto al coraggio; il privilegio di guardare la morte negli occhi da vivi.
Siete stati chiamati a superare una prova, testare la vostra fede e la saldezza dei vostri nervi.
Dunque lanciatevi, lasciatevi andare, senza ripensamenti.
Non avete che da centrare il bicchiere d’acqua.
“È la società dello spettacolo, signori e signore! Everything is magic”.

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