Domenica e sono felice. Proprio felice. Talmente felice e soddisfatta della mia felicità da chiedermi come ho potuto non essere tanto felice per tutti questi anni.
Dormire, la notte scorsa ho dormito beata come un amorino in un talamo di soffice nuvola. Lavorare, oggi non lavoro. Mangiare, ho mangiato di gusto uova strapazzate, chorizo, provola affumicata, pane tostato e un grappolo d’uva vittoriese. Bere, ho già sorseggiato due tazze di caffè americano. Il bucato, fatto. Passeggiare, ho passeggiato nei dintorni del quartiere e portato a casa, sottobraccio, l’inserto letterario del Sole 24 ore; «Dolce è, quando i venti sconvolgono le acque nel vasto mare, / contemplare da terra l’altrui gran fatica», cita Gianfranco Ravesi alcuni versi tratti dal De rerum natura ( II, 1-2) di Lucrezio.
Piazza Roberto Malatesta è un’isola sperduta nel Pacifico silenzio di una quiete urbana a dir poco surreale.
Ho qui la ‘Straniera’ di Sergej Dovlatov, ‘Baci rubati’ di Truffaut, e ho da poco scoperto questo delizioso motivetto, Blue Skies, scritto da Irving Berlin nel 1926, in questo video interpretato da Ben Selvin e la sua orchestra.

Blue skies smiling at me
Nothing but blue skies do I see
Blue birds singing a song
Nothing but blue birds all day long