M. K. Čiurlionis, Summer,1907
M. K. Čiurlionis,Summer, 1907

Pubblicata lo scorso giugno,‘L’ora presente’ è la più recente raccolta di versi del poeta francese Yves Bonnefoy, massimo esponente della poesia del Novecento. La Repubblica ne celebra l’uscita con un’intervista redatta nei primi di luglio, leggibile cliccando questo link

Yves Bonnefoy ‘Diffidate degli artisti solitari il vero poeta ha bisogno di amici’ – La Repubblica

I poeti sono creature divine cui sensibilità fuori dal comune si mantiene inalterata nel tempo nonostante le miserie della vita. Ciò che vale a incupire e zittire l’animo di noi comuni mortali, nel poeta tende a manifestarsi come un lampo d’abbacinante intensità. Ed è bello cogliere nelle parole del poeta il riflesso di questo prodigioso sortilegio.

Il giardino

Pomona ti abbordava ridendo, e t’offriva
La pala, il rastrello, il cielo, la terra,
E l’istante, affinchè soltanto cielo e terra
Si chinassero, amandoti tanto, sul tuo sogno di te.

Nubi il cielo, ma anche reca
Il piovasco che brilla tra le sue mani quiete,
E forse un temporale: ma stasera,
Quando tutto sarà ripreso soltanto nella vita.

La scienza di un giardino sta nel calmare
Per un’ora il male della ferita,
Hortus non conclusus, illimitato

Dallo schizzo di una pompa: poichè un bambino
Spruzza dell’acqua, in una vasca di pietra,
Per spaventare gli insetti sul fondo.

Il letto, le pietre

Lei nomina il letto, che è più vasto
Del paese che s’estende davanti a loro,
Questo disordine di pozzanghere e di giunchi,
E di luci, in cui s’agitano ali.

E lui nomina la pietra,
Le sue masse crepate, le sue grandi gole d’ombra.
Poi l’uno e l’altra nominano la notte che viene,
Uno per dirla oscura, l’altra chiara.

Che si diano due nomi a ciò che si ama!
Scrivere in due il mondo avrebbe un qualche senso,
Dice ad Adamo sognatore Eva angustiata.

Avanzano, hanno nominato, tanto le parole vogliono,
Una casa, l’arenaria, un’upupa, una forra,
Un letto in lontananza, già coperto di pietre.