Franz Falckenhaus
Franz Falckenhaus

Ieri riflettevo sul fatto che le biblioteche rappresentano l’utopia del macrocosmo ideale, coi suoi agglomerati di sapere collocati per branco negli scaffali, la pacifica coesistenza di più discipline nello stesso dipartimento, una moltitudine di generi convivente nel medesimo universo di carta. Ognuno dei libri presenti in biblioteca è un microcosmo nell’immensa galassia della conoscenza umana. Ogni autore partecipa col proprio contributo alla definizione di un sistema planetare che pone il sapere al centro dell’indagine conoscitiva. Date, eventi, fenomeni, circostanze, teorie, teoremi, ipotesi, vi ruotano intorno in moto perpetuo da quando il genere umano ha iniziato a servirsi della scrittura come mezzo di diffusione e trasmissione del vastissimo patrimonio culturale che è proprio dell’umanità.
Da qualche parte, lì negli scaffali, Ciro Il Grande sottomette la civiltà dei Medi, Cesare Borgia viene nominato vescovo di Pamplona e arcivescovo di Valencia, gli esistenzialisti ponderano il senso della vita, Maometto va alla montagna, i bolscevichi incitano le masse operaie alla rivoluzione, Sancio Panza si fa trascinare da Don Chisciotte per i sentieri della campagna spagnola, la scoperta della muffa-Mary permette l’utilizzo della penicillina come antibiotico, Jack Frusciante esce dal gruppo, la testa di Maria Antonietta rotola esangue dopo un colpo di ghigliottina, Pascal si masturba il cervello in estenuanti pippe mentali che per il giovane Werther sono dolori, per Freud principi del piacere.
Ognuno degli autori in biblioteca ha qualcosa di interessante da dire. L’anarchico condivide lo stesso scaffale con lo statalista, il monarca con il repubblicano, le masse con l’aristocrazia, gli scienziati coi poeti. Verità e finzione definiscono il genere umano in tutte le sue miserie e bassezze, in tutti i suoi talenti e colpi di genio. Ognuno degli autori discorre in silenzio e per monologhi. Non si impone, ma si afferma. Non sbraita ma si esprime con passione. Non si aspetta niente, ma la libertà dei lettori nello scegliere a chi di loro dedicare attenzione.
E’ affascinante.