Se le parole fossero saette, mi piacerebbe tempestare di veemenza la sperduta desolazione di un foglio bianco, deserto di miraggi grammaticali e idee più o meno fruttuose che a secco d’immaginazione tardano a germogliare e compiersi rigogliosamente oltre l’aridità lessicale dei propri limiti intellettuali.
C’è niente di più subdolo e umiliante di una pagina bianca. All’apparenza inoffensiva, eppure minacciosa.
‘Coraggio’, sembra sfidarti, ‘riempimi di parole, se ne hai il coraggio’.
Il conflitto fra volontà e prestazione è tale da sfinire o esaltare a seconda del risultato finale, spesso viziato da un’eccessiva emotività o dall’usura della ragione. I paragrafi sembrano costituire a un tempo un cruciverba e la sua soluzione. Le parole, un apritisesamo e un limite.
Quisquilia. Calefazione. Ballista. Hai voglia a girarci intorno, parole come queste esprimono più di quante se ne possono mettere insieme per intendere ‘una cosa minuta di poca importanza’. ‘Un fenomeno per cui un liquido, versato su una superficie molto calda, forma gocce che corrono su di questa senza toccarla, per l’interposto strato di vapore’. ‘Una persona che usa raccontare fandonie’.
Il coraggio.  Fai presto a dire coraggio che a ‘sopportare con serenità e rassegnazione dolori fisici o morali; che affrontare con decisione un pericolo; che dire o fare cosa che importi rischio o sacrificio’.
La realtà è un vocabolario di segni, rappresentazioni, che trascendono la natura delle cose ma assumono di significato solo se le si riesce a definire entro il senso compiuto e universale delle parole. Come si fa a rendere da universale a personale quel vocabolario, a farlo proprio nella descrizione di una realtà interiore antecedente il linguaggio?
Leggo in una delle bustine di plastica viola che avvolgono gli assorbenti che ho per le mani:
‘Nella fase premestruale si possono manifestare anche effetti positivi come l’aumento del desiderio sessuale e della creatività’.
E ancora
‘Lo sai che, subito dopo il ciclo, l’aumento di estrogeni e testosterone fa aumentare la capacità di concentrazione?’
Umh. Se qualcuno ha avuto il coraggio di scrivere motivational prompt nelle bustine degli assorbenti, io che ho il ciclo tutti i mesi non ho scuse da opporre alla pusillanimità che mi fa sudare freddo davanti alla pallida aggressività di un foglio di carta. Eppure.
Sanguinare, diceva quel megalomane di Fitzgerald. Uno dei segreti per scrivere bene è sanguinare, fare della scrittura i punti di sutura che raccolgono i lembi aperti di un cuore squarciato del quale sapere descrivere i sintomi.
Eh. Hai detto niente.

Letters of Note: You’ve got to sell your heart.