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Me e l’uomo che è in me condividiamo più o meno gli stessi interessi. A dividerci sono i tempi e la costanza che applichiamo agli stessi. Per esempio entrambi siamo decisi ad approfondire lo studio della grammatica spagnola. Entrambi preferiremmo dedicare tempo ad altre attività altrettanto significative quali dormire, leggere o esercitare la nostra creatività scrivendo, ma siamo convinti dell’importanza che ha lo studio della lingua spagnola nel lavoro che facciamo, dunque dobbiamo sforzarci di ricavare dal tempo libero che ci rimane lavorando, dormendo, leggendo e scrivendo, quelle due ore di studio intensivo della lingua.
Formalmente l’uomo che è in me ha un approccio di tipo metodico e analitico nei confronti dello studio. Di solito è lui che si preoccupa di comprare vocabolari e testi di grammatica e me di lasciarli dentro la busta di plastica pur di non doversi preoccupare di separare la carta dalla plastica in corso all’Operazione Riciclaggio, che ci siamo imposti di portare a buon fine. Si, dei due io sono quella pigra, lui quello che finge di interessarsi alla lettura delle etichette salvo delegare a me l’operazione di smistamento e la responsabilità di avere commesso qualche errore. ‘Ti avevo raccomandata di’ e la rissa mentale che ne consegue, costituiscono appena l’un per cento del nostro passatempo preferito e del mio mal di testa: litigare soprattutto per delle sciocchezze.
Di recente ho trovato il romanzo dello scrittore-barista Hector Sanchez Minguillan, Dos Huerfanos en China, che mette d’accordo entrambi e concilia lo studio con il piacere della lettura e dell’ozio ricreativo. La storia racconta di un viaggio in Cina sulle orme di un padre assente di fatto ma presente nello spirito attraverso il diario di memorie scritto dall’uomo alla madre e ritrovato dal figlio, che decide di partire a sua volta.
Qualcuno di voi volesse esercitare lo spagnolo tramite corrispondenza, ci scriva, noi saremo felici di raggiungervi via email ovunque voi siate.

Aquí el prólogo de la novela Dos Huerfanos En China

Un joven pierde a sus padres a causa de un accidente de automovil cuando estos regresaban de un viaje a China. Entre las maletas que le entregan, encuentra el diario escrito por su madre en equel paìs y, tras leerlo, decide realizar el mismo viaje que sus padres hicieron antes de morir. Sin embargo, como no quiere viajar solo, pone un anuncio en internet buscando acompanante. Responde al cabo de pocos dias un joven chino que no habia vuelto a su pais natal desde que fue adoptado por una pareja catalana. Los dos jovenes, cada uno marcado por el recuerdo de sus padres, parten pues hacia su destino. A partir de entonces asistimos al relato de las correrias del huerfano a traves del gigante asiatico en compania de un chino flematico, europeo y desorientado, para quien China es a un tiempo un lugar insolitamente familiar y completamente ajeno. De la mano del narrador nos adentramos en un curioso trayecto en el que los protagonistas no solo descubriran el pais, sino tambien lo mas profundo del ser umano. Un viaje iniciatico que sin duda transformarà a los dos personajes y, quien sabe, tal vez tambien el lector.

Hector Sanchez Minguillan (Castellan, 1975) es escritor, viajero y, actualmente, camerero en un bar de tapas del barrio barcelones de la Barceloneta donde, segun el mismo explica, ‘hacemos un ceviche exquisito’. Ha vivido en Salamanca, Dublin y Amsterdam t, aunque empezò la carrera de Filologia hispanica, prefirio dejar la universidad para buscarse la vida en el mundo de la hosteleria. Ademas del presente libro ha publicado otra novela, titulada ¿Por que mato Julio Galope? (2010, Premio de Novela Corta Cristobal Zaragoza 2009), y un poemario, Nostalgia de nada (2010, Premio del Certamen de Poesia de la Universidad de Zaragoza, 2008).

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