L’amore non è bello se non è litigarello. Il caso dei miei vicini di pianerottolo è l’emblema della tragedia, l’esacerbazione dell’amore e dell’odio. L’epilogo ultimo del delitto passionale viene rimandato ogni volta di un atto mano a mano che passano i giorni e noi spettatori si specula sulle controversie della natura umana e assiste di malavoglia al presagio di morte col fiato sospeso.
Sono uscita di casa ieri mattino presto che i due litigavano. Sono rientrata a casa verso sera che i due litigavano ancora. La mia padrona di casa mi ha informata verso l’ora di pranzo è stata chiamata un’ambulanza. La signora ha avvertito un malore ma è stata rimessa dall’ospedale nel tardo pomeriggio.
Concessisi una breve pausa di sonno, i due hanno ripreso a litigare nelle prime ore dell’alba di questa mattina. Ancora adesso litigano con lo stesso phatos di qualche ora fa. Sento sbattere qualcosa. Dalle padelle, i piatti, i bicchieri, la posateria, devono essere passati a lanciarsi i mobili. Non mi è chiaro da dove la signora, allampanata come un ago a capocchia stretta e ovale, riesca a trarre l’energia di cui si serve per urlare con una tale presenza di spirito. Non un mal di testa, un momento di distrazione, una pausa di riflessione, un time out di recupero. Questa di urlare a squarciagola per un numero prolungato di ore, deve essere qualcosa che va migliorando col tempo. Quanto più si urla, tanto più si esercitano le corde vocali e l’urlo s’affina di timbro e resistenza. Parimenti s’affina la capacità di resistenza del compagno. Che nel mentre tace. Esplosione, implosione. Lei grida, lui tace. Lui la picchia, lei piange. Lei mugugna, lui la consola. I due fanno pace. Chissà scopano, si coccolano, si promettono che da domani, da domani, le cose devono cambiare. Questo, è amore. Questo, è odio. Quanto più i due si odiano e maledicono, tanto più i due si amano e non riescono a fare a meno l’uno dell’altra, l’altra dell’uno. Adesso che è arrivata la polizia e i due verranno portati in questura, immagino si ameranno ancora di più. Perchè è nei momenti di maggiore difficoltà che la coppia ha modo di sperimentare quella solidarietà necessaria a cementare il rapporto e consolidare l’affetto che lega entrambi in nome dell’amore e dell’odio. Finchè morte non li separerà e il condominio vivrà felice e contento.