esther phillips
Soul. Rhythm and Blues. Groovy funky and jazzy beat. Perchè non c’ho pensato prima. Mi ci volevano i toni caldi di A taste of honey,  il vibrato elettrico di I feel the same, la  provocante voluttuosità vocale  di Cherry Red, per innnamorarmi perdutamente. Come ho fatto a vivere trent’anni della mia vita senza Esther Phillips. Come ho potuto. E’ un miracolo, la prova incontrovertibile della mia straordinaria forza interiore, della mia sconfinata capacità di tolleranza e sopportazione. Il mondo è certamente un posto migliore da quando so c’è  tutta una discografia di vinili introvabili da scovare on-line.  Esther Phillips, se puoi sentirmi, allora sappi ti devo la vita.

Sicuro non capita tanto spesso di  rientrare a casa da lavoro dopo una luuunga giornata iniziata alle 5 del mattino, ed essere deliziati, sedotti, confortati, rabboniti, dalla semplicità e insieme generosità vocale senza parsimonia donate in un pezzo come Black Eyed Blues – originariamente scritto da Joe Cocker – o Home is where the hatred is – del grande Gil Scott Heron, o ancora Feel like I wanna cry.

Yeah, I feel like I wanna cry, Esther.  I feel like I wanna break free and  fly. I feel like I wanna melt down and disappear.

Ha di imperdonabile il vizio di emozionare, la musica. Deep down your heart.

Esther Phillips – Music Biography, Credits and Discography : AllMusic

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