Interiors, Woody Allen, 1978
Interiors. Ovvero, ‘Sussurri e grida’ sei anni dopo. Via il rosso dalle pareti, le lunghe vesti bianche, l’ingombrante drappeggio di silenzi che copre gli spazi lasciati vuoti dalla memoria. In Interiors i colori si spengono di tono, le luci si fanno soffuse, i dialoghi diventano retorica, le maniere eccedono in affettazione. Tale rimane il dramma che accomuna tre donne e sorelle, un padre sinceramente esausto, una madre presente nelle assenze, grandi smanie di perfezione, alto senso dell’estetica, invadente emotività.
Il dire, il non dire, l’esprimere, il non riuscire a esprimere. Latebra, se volessi cercare una parola che a mio parere accomuna entrambi i film e allontana i rispettivi registi.