Un giorno o l’altro finirà male. Si dice fra moglie e marito non mettere il dito, tant’è qualcuno nel condominio azzarda appena a mettere un disco di Massimo Ranieri, forse con l’idea di addolcire l’atmosfera e mitigare i toni alterati di una zuffa, quella fra i due amanti, iniziata dapprima con le accuse di lei, le grida di lui, le accuse di lei, l’esasperazione di lui
un tonfo.
Le lacrime di lei
I rimorsi di lui

Succedono così le disgrazie, non è vero? Moventi quisquilie di poca importanza. Ora un paio di pantaloni abbandonati sopra il divano –perchè non te li sistemi te, una camicia non stirata- ti avevo detto mi serviva stamattina, una spesa di troppo- quante volte devo ripeterti che non abbiamo soldi. I soldi, i soldi, i soldi. Che non ce n’è mai abbastanza, che senza come facciamo, che adesso siamo fottuti..Sei un cretino, un deficiente, non servi a niente, vaffanculo, stronza taci, idiota. Ma vattene a morì ammazzato.
Un giorno o l’altro finirà male. Un requiem di lacrime e corvi neri soffocherà il gracchio riottoso dei due amanti sopraffatti dalla collera e in tempo per il dramma finale. Qualcosa sfuggirà loro di mano, la pazienza, il controllo, una sedia, un bicchiere, e quando Massimo Ranieri canterà Rose Rosse sarà troppo tardi per contare le spine senza graffiarsi e sanguinare

D’amore non si muore
e non mi so spiegare
perche’ muoio per te