Faustrecht der Freiheit
Girato a München nel 1975 e uscito in Italia soltanto nel 1981, ‘Il diritto del più forte’ di Fassbinder mette in scena un classico della cultura anni’70 oggetto di aspre critiche e recensioni. Il cast si compone di stereotipi ben collaudati nel cinema intellettuale di denuncia sociale. Da una parte il rozzo, ignorante ed ingenuo giovanotto di strada, fratello di una prostituta alcolizzata e fortunato possessore di una ingente somma di denaro vinta alla lotteria, dall’altra un giovane dandy, ipocrita, presuntuoso, di vomitevole ambiguità, figlio di un imprenditore in bancarotta. Ad accomunare i due è un’irresistibile voglia di cazzo degenerata in manipolazione affettiva e asservimento. Questo di Fassbinder, che nel film interpreta l’ingenua condiscendenza dell’innamorato volto al coronamento di una relazione d’amore felice, è soprattutto un film amaro, sempre attuale, cui note malinconiche e finale drammatico rendono ulteriornemente inaccettabili le miserie e gli inganni della vita reale.