Jean-Michel Basquiat, Head, 1981

La notte cala il sipario sul palcoscenico del giorno e ammanta di buio la pulviscolare geometria delle forme, intatte, astratte, contorte, la genuflessa senseria della realtà assemblata in linee di contingenza tra lo spazio e l’esistenza. La vita si paga in contanti quanto ognuno è in debito di ragioni e creditore di vane speranze. Il conto, quello, ammonta alla cifra di espedienti pari a distrazioni cui inattuabile è sottrarre il dolore e la noia, la noia e il dolore, bricciche e bric a brac di dubbio valore estetico e morale. Cose case chiuse finestre aperte letti vuoti vasi rotti occhi spenti denti rotti, cocci e bigatti, uomini attorti passeri atteri e rintocchi. Rintocchi. Il tempo è una biga tirata di corsa, un quadrupede zoppo, un cocchiere briaco, un gaglioffo attaccabrighe, un bambino curioso, un anziano sul letto di morte.