Vittore Carpaccio, Apotheosis of St. Ursula, 1491

E’ indubbio ‘Lolita’ di Vladimir Nabokov un romanzo controverso che a oggi crea ancora sensazione e divide i lettori; tanti si rifiutano di leggerlo precludendo a se stessi la possibilità di farsene un’opinione, eventualmente apprezzarlo, eventualmente ignorarne i contenuti o disprezzarlo; quanti lo hanno letto in inglese converranno con me nel ritenerlo un capolavoro di stile in quanto a eleganza e misura. Il romanzo ha dato motivo a tanti registi di adattare la trama per il cinema, e mi sbaglierò affermando la versione di Kubrick di tutte la più denigratoria e allo stesso tempo tendenziosa; da una parte non rende giustizia al romanzo fuorviando l’opinione pubblica, penalizzando la maestria di Nabokov e riducendo l’affair Humbert-Lolita a una squallida e morbosa concupiscenza tra un degenerato in andropausa e una giovane ninfetta illibata; dall’altra personifica in Lolita la malizia dello spettatore, la malizia di colui che guarda con sospetto, avversione, disappunto, la storia d’amore tra un uomo adulto e una ragazzina civettuola. Ne risulta la trasposizione in celluloide di un pregiudizio in bianco e nero, che a mio parere va confutato soltanto attraverso la lettura del romanzo, denso in colori e ricco di sfumature.
Pomeriggio ho scoperto secondo lo studioso Wolfgang Kemp [#] Lolita trae ispirazione dalla storia d’amore fra il pittore, poeta, scrittore e critico d’arte londinese John Ruskin, e Rose La Touche, sua allieva e protagonista del romanzo Sesame and Lilies (1865). John Ruskin, molti studiosi e appassionati d’arte lo sapranno, viene ricordato principalmente per l’opera in cinque volumi Modern Painters, cui interpretazioni dell’arte e dell’architettura influenzarono in maniera determinante l’estetica vittoriana ed edoardiana. La biografia di Ruskin si contraddistingue specialmente per la vastissima produzione letteraria, i lunghi viaggi all’estero, l’impegno civile, la fondazione di una società chimerica di stampo medievale chiamata Guild of St.George, la costruzione di un museo, a Sheffield, dedicato agli operai del posto, e per l’incredibile propulsione ideale e morale che sottintende in ognuna delle iniziative da lui intraprese con grande passione e struggle, tensione e fatica. A buon ragione potremmo definire John Ruskin un eroe romantico per antonomasia.
Il primo incontro fra John Ruskin e Rose risale al 3 gennaio 1858, quando cioè il critico d’arte viene presentato dalla marchesa di Waterford alla benestante famiglia irlandese La Touche. Prima di raccontare l’accaduto, bisogna specificare Ruskin, ai tempi, aveva 39 anni, mentre Rose, appena 9; Ruskin è un evangelico, Rose, la famiglia La Touche, è protestante. E’ la madre di Rose a volere Ruskin in casa perchè la bambina venisse educata al disegno e alla storia dell’arte. Ruskin pare innamorarsene segretamente fin da subito sebbene aspetta il diciottesimo compleanno della bambina per chiederla in sposa alla famiglia. Perchè protestante, Rose rifiuta la proposta invitando Ruskin ad aspettare ancora tre anni; una volta compiuti i 21 anni, la ragazza potrà scegliere di propria volontà chi sposare senza dovere per questo dipendere dall’approvazione della famiglia. Trascorsi i tre anni, Ruskin si ripresenta all’attenzione di Rose, ma questa, incredibilmente, rifiuta ancora una volta il matrimonio a causa delle divergenze religiose. Fatto inaspettato, Rose muore a 27 anni -secondo alcune voci di anoressia, isteria, esaurimento nervoso, mania religiosa. Sconvolto dalla perdita e sopraffatto dal dolore, Ruskin subisce un crollo di nervi, si ammala di depressione, si dà allo spiritualismo; convinto della personificazione di Rose in Santa Orsola – rappresentata in un dipinto del pittore rinascimentale Vittore Carpaccio- Ruskin cerca da allora, e invano, di mettersi in contatto con l’amata attraverso una serie di sedute spiritiche che, come è immaginabile, lo porteranno a un ulteriore crollo di nervi e a un definitivo esaurimento nervoso.
Il quadro del pittore rinascimentale Vittore Carpaccio rappresenta l’apoteosi di Santa Orsola, secondo la leggenda vissuta tra il IV e il V secolo, santa della Chiesa Anglo-Cattolica, promessa sposa del governatore pagano Conan Meriadoc, vergine e martire. Cito da Wikipedia

Saint Ursula (“little female bear” in Latin) is a British Christian saint. Her feast day in the extraordinary form calendar of the Catholic Church is October 21. Because of the lack of definite information about the anonymous group of holy virgins who on some uncertain date were killed at Cologne, their commemoration was omitted from the Catholic calendar of saints for liturgical celebration when it was revised in 1969, but they have been kept in the Roman Martyrology.

Her legend, probably unhistorical, is that she was a Romano-British princess who, at the request of her father King Dionotus of Dumnonia in south-west England, set sail to join her future husband, the pagan Governor Conan Meriadoc of Armorica, along with 11,000 virginal handmaidens. After a miraculous storm brought them over the sea in a single day to a Gaulish port, Ursula declared that before her marriage she would undertake a pan-European pilgrimage. She headed for Rome with her followers and persuaded the Pope, Cyriacus (unknown in the pontifical records), and Sulpicius, Bishop of Ravenna, to join them. After setting out for Cologne, which was being besieged by Huns, all the virgins were beheaded in a massacre. The Huns’ leader shot Ursula dead, in about 383 (the date varies).

Interessante, a proposito di Vladimir Nabokov, questo articolo che mi è capitato leggere sul The Guardian

[#] Kemp, Wolfgang. The Desire of My Eyes: The Life and Work of John Ruskin. 1990