Still Life with Drawing Board, Pipe, Onions and Sealing-Wax – Vincent van Gogh, 1889

Alle 18.35 sedeva in cucina a mondare cipolle arrosto. Mondava cipolle arrosto pelandole strato dopo strato, velo dopo velo, ogni velo un cumulo di lembi – strisce lunghe e sottili – ammonticchiati in una ciotola a coppa. Una cipolla decine di strati, via via la profondità della ciotola colma di lembi fino all’orlo del diametro. Aveva una certa cautela, nel mondare le cipolle, come sfogliare una peonia, petalo dopo petalo, la pazienza di chi esercita il metodo con coscienza, la coscienza dello scultore che adotta una lima per smussare le forme e concretizzare la sostanza nella materia. Così lei mondava le cipolle. Strato dopo strato perchè dell’interezza della materia non rimanesse che la forma primordiale e intatta del bulbo, il cuore della materia, l’origine della sostanza. Mi piaceva stare a guardarla mentre mondava le cipolle arrosto. Mi piaceva quel rituale di calma, metodo e concentrazione. Il puntiglio di chi adopera un sistema nello scomporre. Prima gli strati, quindi i veli, quindi i veli ridotti a strisce, lunghe e sottili, la corolla di una peonia sfogliata petalo per petalo fino all’intimità denudata del fiore. Ho pensato dev’essere con altrettanta pazienza che per tutti questi anni ha abituato la mente a separare e scomporre e ridurre. Evento dopo evento, pensiero dopo pensiero, attimo dopo attimo. La sostanza dei ricordi, l’intimità denudata, la scomposizione degli stessi in materia adattata agli umori, ammonticchiata nella memoria, contenuta nel cranio pieno fino all’orlo. Compresa. Assimilata. Ho pensato dev’essere stato grazie a questo metodo, a questa calma, che si ricorda con puntiglio di tutte quelle quisquilie da me ritenute di trascurabile importanza invece essenziali perchè il bulbo dei ricordi. Compresi. Assimilati.

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