‘La Convenzione sopravvisse a Robespierre quindici mesi. In apparenza nulla è cambiato: l’Assemblea è sempre la stessa, e sempre è la stessa contro l’Europa dei re e degli aristocratici. In realtà è cambiato tutto: dal 10 termidoro Parigi danza, Parigi canta, Parigi respira tutta un’altr’aria. Per mesi e mesi, attraverso mille difficoltà e mille scossoni, la Convenzione tenterà di realizzare il suo ideale, il governo dei notabili.
da La Rivoluzione Francese, Tomo Secondo, Francois Furet Denis Richet

Il 9 luglio 1789 nasce a Parigi la prima Assemblea Nazionale Costituente. Il Terzo Stato chiede una costituzione e si prepara a scendere in campo per la rivoluzione delle rivoluzioni. Luigi XVI viene fatto ghigliottinare il 15 luglio; a lui seguirà un paniere di molte altre teste ancora, finchè cinque anni dopo, il 10 termidoro anno II (27 luglio 1794), salta quella di Robespierre, che pone fine al Terrore giacobino e segna l’inizio del Terrore bianco e del governo dei Termidoriani.
La rivoluzione francese porta con sè tante innovazioni, fra queste non solo l’invenzione di un sistema metrico decimale, ma anche, e più sorprendentemente, quella di un calendario, il Calendrier Révolutionnaire Français o Calendrier Républicain Français, messo a punto da un gruppo di studiosi con a capo Gilbert Romme, professore di matematica e fisica.
Ancora una volta mi viene in soccorso Wikipedia, che mi rendo conto non vale quanto le fonti, ma aiuta e in questo caso schematizza e parla del calendario molto bene

Il calendario fu integralmente riformato soprattutto in contrapposizione con il Cristianesimo, nel tentativo di produrre la scristianizzazione della nazione; quello gregoriano, infatti, ruotava intorno alla suddivisione e alla scansione del tempo basato su cicli settimanali, in uso nella Religione Ebraica e nel Cristianesimo in tutte le sue confessioni. Infatti i rivoluzionari francesi ritenevano la religione cattolica superstiziosa, tirannica, tanto che il deputato Boissy d’Anglais alla Costituente arrivò ad affermare: «Il cattolicesimo è servile per sua natura, al dispotismo per essenza, intollerante e dominatore, abbruttente per la specie umana, complice di tutti i crimini del re». Con queste premesse il calendario rivoluzionario avrebbe nelle intenzioni voluto esaltare invece quei valori cui ogni essere umano avrebbe dovuto aspirare, come la natura e la libertà. Nella realtà seguì il periodo del Terrore, di cui per ironia della sorte rimase vittima lo stesso ideatore dei nomi dei mesi e dei giorni del nuovo calendario, il letterato Fabre d’Églantine. Il calendario stesso non sopravvisse neanche fino alla Restaurazione del 1815; infatti all’inizio del 1806 venne soppresso da Napoleone, che ripristinò il Calendario Gregoriano tuttora in uso. Durante la Comune di Parigi i decreti furono datati, a partire dal 5 maggio/15 florile, secondo il Calendario rivoluzionario.

Un anno del Calendario Rivoluzionario era diviso in 12 mesi di 30 giorni ciascuno (360 giorni) più 5 (6 negli anni bisestili) aggiunti alla fine dell’anno per pareggiare il conto con l’anno tropico (365 giorni, 5 ore, 48 minuti e 46 secondi). Ciascun mese era diviso in tre decadi; in ciascuna decade vi erano 9 giorni di lavoro e uno solo di riposo. Il passaggio da un sistema settimanale ad uno decadico aveva come conseguenza negativa per i lavoratori la riduzione da 52 a 36 dei giorni di riposo, senza contare che la soppressione delle feste religiose portava ad un’ulteriore significativa riduzione dei giorni di riposo annuale.

Ogni nome di mese richiama un aspetto del clima francese (dicembre, “nevoso”, la neve) o di momenti importanti della vita contadina francese (settembre, “vendemmiaio”, vendemmia). Di fatto il Calendario, che nel progetto dei suoi creatori doveva essere universale, era invece fortemente legato al suo Paese d’origine.

La corrispondenza di date è appresso riportata a titolo indicativo. In effetti varia leggermente da un anno all’altro, a causa della mancata coincidenza del giorno in più nell’anno bisestile.

I dodici mesi del Calendario Repubblicano

Autunno (Rima in aire in francese, in aio in italiano)
Vendemmiaio (Vendémiaire) (22 settembre – 21 ottobre)
Brumaio (Brumaire) (22 ottobre – 20 novembre)
Frimaio (Frimaire) (21 novembre – 20 dicembre)

Inverno (Rima in ôse in francese, in oso in italiano)
Nevoso (Nivôse) (21 dicembre – 19 gennaio)
Piovoso (Pluviôse) (20 gennaio – 18 febbraio)
Ventoso (Ventôse) (19 febbraio – 20 marzo)

Primavera (Rima in al in francese, in ile in italiano)
Germile o Germinale (Germinal) (21 marzo – 19 aprile)
Fiorile (Floréal) (20 aprile – 19 maggio)
Pratile (Prairial) (20 maggio – 18 giugno)

Estate (Rima in idor in francese, in idoro in italiano)
Messidoro (Messidor) (19 giugno – 18 luglio)
Termidoro (Thermidor) (19 luglio – 17 agosto)
Fruttidoro (Fructidor) (18 agosto – 16 settembre)

I sei giorni supplementari di fine anno, i Giorni Sanculottidi:

Giorno della virtù (17 settembre)
Giorno del genio (18 settembre)
Giorno del lavoro (19 settembre)
Giorno dell’opinione (20 settembre)
Giorno delle ricompense (21 settembre)
Giorno della rivoluzione (solo negli anni bisestili)

I dieci giorni delle decadi:

Primidì
Duodì
Tridì
Quartidì
Quintidì
Sestidì
Settidì
Ottidì
Nonidì
Decadì

Gli anni bisestili del Calendario rivoluzionario sono un argomento di grande dibattito, a causa delle situazioni contraddittorie che nascono dal far partire l’anno dall’equinozio d’autunno aggiungendo invece un anno bisestile ogni quattro anni come nel calendario gregoriano. Mentre gli anni III, VII e XI furono osservati come bisestili, e gli anni XV e XX fossero stati programmati come tali, non fu mai sviluppato un algoritmo per la determinazione dei bisestili dopo il XX.

Sono ipotizzabili tre metodi di calcolo dei sestili. Il primo prevede l'”allineamento” al calendario gregoriano dal 1812 in poi. Il secondo ne recepisce i criteri (bisestili tutti gli anni divisibili per 4, ma non bisestili quelli divisibili per 100 e non per 400). L’ultimo ne formula di diversi (bisestili tutti gli anni divisibili per 4, ma non bisestili quelli divisibili per 128: un sistema lievemente più accurato del gregoriano).[3] L’abolizione del calendario repubblicano non permette di sapere quale metodo poteva venir preferito, e rende incerta la conversione fra le date gregoriane e le ipotetiche date repubblicane dopo l’anno XX.

Il Calendario rivoluzionario, nato con la proclamazione della repubblica in Francia, venne poi adottato anche in Italia negli Stati creati da Napoleone.
(via Wikipedia)

Secondo questo calendario, oggi sarebbe dunque, e se non sbaglio, settidì messidoro I. Concombre (Cetriolo), la pianta.

Il mese di messidoro (in francese: messidor) era il decimo mese del calendario rivoluzionario francese e corrispondeva (a seconda dell’anno) al periodo compreso tra il 19/20 giugno ed il 18/19 luglio nel calendario gregoriano. Era il primo dei mois d’été (mesi d’estate); seguiva pratile e precedeva termidoro.

Il messidoro deve la sua etimologia “all’aspetto delle spighe ondeggianti e delle mietiture dorate che coprono i campi da giugno a luglio”, secondo i termini del rapporto presentato alla Convenzione Nazionale il 3 brumaio anno II (24 ottobre 1793 da Fabre d’Églantine, in nome della “commissione incaricata della stesura del calendario”.

Come tutti i mesi del calendario repubblicano francese, il messidoro era composto da 30 giorni e suddiviso in tre decadi. Ogni giorno aveva un nome proprio, tratto dal nome di una pianta, tranne il quinto (quintidì) e decimo (decadì) giorno di ogni decade, che aveva rispettivamente il nome di un animale e quello di un oggetto per l’agricoltura.

1a Decade
Primidì 1. Seigle (Segale)
Duodì 2. Avoine (Avena)
Tridì 3. Oignon (Cipolla)
Quartidì 4. Véronique (Veronica)
Quintidì 5. Mulet (Mulo)
Sestidì 6. Romarin (Rosmarino)
Settidì 7. Concombre (Cetriolo)
Ottidì 8. Échalotte (Scalogno)
Nonidì 9. Absynthe (Assenzio)
Decadì 10.Faucille (Falcetto)

2a Decade
11. Coriandre (Coriandolo)
12. Artichaut (Carciofo)
13. Giroflée (Violaciocca)
14. Lavande (Lavanda)
15. Chamois (Camoscio)
16. Tabac (Tabacco)
17. Groseille (Ribes)
18. Cesse (Cicerchia)
19. Cerise (Ciliegia)
20. Parc

3a Decade
21. Menthe (Menta)
22. Cumin (Cumino)
23. Haricot (Fagiolo)
24. Orcanète (Alcanna)
25. Pintade (Faraona)
26. Sauge (Salvia)
27. Aïl (Aglio)
28. Vesce (Veccia)
29. Blé (Grano)
30. Chalemie (Ciaramella)

(via Wikipedia)