Un po’ di contegno, adesso. Questo fine settimana è stato più difficile di quanto temevo. La celebrazione di S.Giovanni ha risvegliato in me reminiscenze del passato che credevo risolte nella più totale indifferenza, mentre un paio di botti di anticipazione sparati in aria appena alle sette di venerdì mattino hanno risvegliato in me l’istinto omicida del soldato chiamato in guerra e spedito in campo senza colazione. Così, bombardata di soprassalto, ho seriamente creduto a un’offensiva aerea della Lega. Se a questo si aggiunge la visita di mia zia appena nel pomeriggio, voi capirete, ho seriamente fatto fatica a tenere i nervi saldi e lucidi. Non so quale dei due eventi sfortunati è il peggiore. Se un bombardamento aereo della Lega, o mia zia. Entrambi hanno su di me lo stesso effetto esasperativo della sveglia senza colazione e un conseguente cannibalismo isterico. Mia zia è una brava donna di paese, ma quanto parla. E non la smette, non la smette un attimo di mitragliare sentenze a piè sospiro, ioioioioioioioioio, tutututututututu, a caricatore pieno e senza fine. E quante ne conosce, ne conosce più lei dell’Holy Priest della Church. Appena venerdì pomeriggio lei sapeva già l’Italia avrebbe vinto la partita di questa sera contro l’Inghilterra per 4 a 2. E non l’aveva ancora neanche vista. E’fatta così, mia zia. Lei conosce sempre tutto e sempre in anticipo sugli altri e degli altri. In meno di mezz’ora ho scoperto la moglie di A. si serve dal macellario B. che ha fatto le corna a C. ma ha un filetto migliore di D. Non capisco la connessione fra tutte queste cose messe insieme, ma negli anni ho imparato è opportuno ascoltarla con silensiosa partecipazione e tentato interesse. Ostentare una sana perplessità vorrebbe dire autorizzarla a indulgere in particolari non richiesti che allora prolungherebbero di molto non solo la conversazione ma la mia agonia. Quello che faccio, allora, è rispettare le regole del gioco senza barare.
Da adolescente le visite di mia zia, non nascondo, mi mettevano una certa agitazione e quasi un’immotivata ansia da prestazione. Mia zia ama parlare dei miei cugini quanto un uomo dei propri gioielli di famiglia. Vuole a tutti i costi convincervi che i suoi sono i migliori. E certamente lo sono. E lo sono per molte ragioni ma due in particolare. La prima, io non posseggo gioielli di famiglia. La seconda, i miei cugini sono i migliori perchè io sono la peggiore. Peggio che me c’è solo un televisore senza decoder, che ho appreso da mia zia non trasmette più i canali come una volta. A queste condizioni, voi capite, la partita è vinta ancora prima di essere stata giocata.
Fatto sta, anche questo fine settimana si è concluso, l’Holy Party è andato a buon fine, io mi sono auto-proclamata Papessa e prefissa una missione. Da questa sera ho deciso mi dedicherò anima e corpo alla divinazione in modo da affinare le mie capacità sensitive e arricchire il mio curriculum di una nuova professione, consulente sentimentale/cartomante/medium. L’idea mi era già venuta in passato, ma a quei tempi mercificare il mio naturale talento mistico-esorcistico mi pareva volgare quasi quanto presentarsi in minigonna inguinale a un colloquio di lavoro. Oggi che rivaluto la possibilità di non indossare una minigonna inguinale pur di ottenere un lavoro, ritengo una valida alternativa quella di mettermi al servizio della disperazione altrui in cambio di soldi. Cerco di cambiare una prospettiva e da disperata in cerca di lavoro passare a imprenditrice di me stessa. Un tempo la gente amava trascorrere ore, ore, ore, a parlarmi delle proprie disgrazie, pene d’amore, rogne finanziarie. E io ho ascoltato, mi sono profusa in intuizioni e consigli per ore, ore, ore, e senza mai chiedere niente in cambio. L’unica volta in cui ho chiesto in cambio appena un minimo della mia dedizione, ho perso tutto quello che mi rimaneva dei quattro anni trascorsi in Irlanda e Inghilterra. Non una grossa perdita in termini economici, ma affettivi di sicuro. Perchè l’Altissimo mi ha proclamata Papessa, e io ho deciso diventare imprenditrice di me stessa, da oggi, voglio dare un prezzo alla disperazione altrui e soprattutto tassare le ore.
Sapete ho idea diventerò ricca in men che non si dica e potrò permettermi quel bel paio di gioielli di famiglia che finalmente varranno a rendermi una donna migliore.