Umh. Pensavo di potermela cavare quasi quasi con disinvoltura, zitta zitta, quatta quatta, a poco a poco, ogni giorno rimandando a un giorno definitivo, ‘l’ultimo e poi basta, come promesso’, mentre stasera Fabrizio ha sollevato la questione e fatto notare ‘giustamente’ che, bhe, non mi ero congedata dal blog dando a tutti voi appuntamento a settembre? E’ vero, si, e vi chiedo scusa. La mia incoerenza, come dicevo a Fabrizio, mi mette in imbarazzo, è solo che umh non riesco a smettere. Quella delle dipendenze è una faccenda su cui sto lavorando. Non riesco a smettere di postare. Io mi impegno a non postare, ma poi ecco, mi capita di scrivere, per abitudine, e di leggere, pensare, vedere, trovare, ascoltare, qualcosa di a me interessante, che mi piace, emoziona, fa riflettere, desidero fare mio e, condividere.
Ai tempi mi sentivo molto stanca e ho creduto necessario, una volta in Italia, dedicarmi ad altro che il blog. E’così, ma il fatto di non essere riuscita ancora a trovare lavoro mi consente di avere molto, molto, tempo a disposizione, dunque cedere alla dipendenza/tentazione/distrazione di postare. Perdonerete questa mia debolezza.
A proposito temo dovrò rimandare l’appuntamento no.6 di SOFA’ SOGOOD di questo mese perchè, per alcune ragioni che sono dipese principalmente dalla mia malcalcolata organizzazione, i pacchi che avevo deciso di spedire non sono partiti, dunque tutta la mia roba è andata perduta. E’ OK. La buona notizia è che insieme a tutta la roba, alcuni vestiti, soprattutto i libri, è andata perduta anche un’amicizia. Poco male.
Non sono sicura avrò la possibilità di rimediare qui i testi in inglese che ho inserito nella lista. Forse a Roma. Prima di allora dovrò accontentarmi di aspettare quelli che riuscirò, se riuscirò, ad ordinare online e in libreria. Umh.
Perdonerete anche questo? E anche il fatto di non avere aggiornato il romanzo plagio su cui avevo iniziato a lavorare il mese scorso?
Vorrò fare la ruffiana fino in fondo, e riacquistare la vostra fiducia (?) con un haiku, ancora di Kato Gyodai (1732-1792), in tema con il post precedente e il romanticismo, sfacciato, di questa notte (noterete la mia sfrontatezza nel riaccattivarmi la vostra simpatia grazie a questo meraviglioso bouquet di peonie, che trovo incantevole)

tra i fiori che si scuriscono
la bianca peonia
cattura la luna