Christian Northeast

‘The ox becomes furious if a red cloth is shown to him; but the philosopher, who speaks of colour only in a general way, begins to rave’Johann Wolfgang von Goethe (*)

L’800, il secolo delle isterie. Ho iniziato a leggere un saggio di Goethe, Theory of Colours, del 1810, nel quale lo scrittore s’impunta, ci tiene, a smentire una teoria messa a punto da Newton nel 1704 e presentata nell’ Opticks: or a treatise of the reflexions, refractions, inflexions and colours of light’, considerato un caposaldo della letteratura scientifica (che io non ho letto).
Ho un po’ di pudore a dirlo ma sono dell’opinione non si dovrebbero mai scrivere libri quando si è al picco dell’innamoramento, un po’sudati, sovraeccitati, fuori controllo e disposti persino a negare l’evidenza; Newton considera la luce un cono bianco che proiettato attraverso un prisma dà esito a sette fasci di colore puro: rosso, arancione, giallo, verde, blu, indigo, viola (se avete presente la copertina di The dark side of the Moon). Goethe ci pensa sopra, si offende prima, lo snobba (come lo snobba)

‘Along with the rest of the world I was convinced that all the colours are contained in the light; no one had ever told me anything different, and I had never found the least cause to doubt it, because I had no further interest in the subject.’ (**)

e ‘Adesso ti sistemo io’, scrive un saggio dettagliatissimo al pari di Opticks in cui intende dimostrare, punto per punto, l’incantesimo della luce, gamma pressochè infinita di sfumature che attraverso lo spettro dell’anima, consentono allo sguardo di contemplare il mondo in posa estatica, al picco di una sindrome di Stendhal, soggiogati da un sortilegio, un idillio, al culmine della Lisztomania, rapiti da un incanto che è la vita a colori. Bha. E’ chiaro i romantici non vivevano in uno squash di periferia no furniture included a due passi da una zona industriale.
Eppure questa  Hungarian Rhapsody No. 2  scritta da Franz Liszt nel 1847 è talmente incantevole da rapire in un sogno. Pare Liszt abbia creato incredibile ammirazione ed estasi fra i suoi fan, una manata di isterici idealisti in lista dagli analisti nel ‘900.
L’800, il secolo dell’estasi.

(*)(**) taken from Theory of Colours, by Johann Wolfgang von Goethe, 1810