Ieri è successo il pandemonio, a lavoro; una ragazza homeless è entrata al bar, ha rubato un panino ed è scappata via. Alcuni dei clienti seduti ai tavoli si sono accorti del furto e incoraggiati da quest’occasione di azione e avventura sono prontamente corsi fuori a inseguirla. La mia collega ha chiamato il poliziotto di quartiere, la ragazza è stata fermata e messa alla gogna sotto la palese indignazione e ilarità altrui.
Processi di strada come questo sorprendono per l’incredibile rapidità in cui si svolgono e concludono inevitalbilmente con la stessa sentenza. E’ bastata mezzora perchè i giurati decretassero un verdetto e un giudice delegato in veste ufficiale un’accusa: COLPEVOLE, SENZA APPELLO.
Perchè la mia collega non chiamasse il poliziotto di quartiere mi sono offerta di pagare il panino rubato, ma questo non è valso a farle cambiare idea ed esaudire la sua sete di giustizia. E’ una questione di principio, ha detto lei. Tant’è per una questione di principio io e lei abbiamo litigato.
Il principio in questione non consiste nello stabilire cosa è giusto e cosa è sbagliato, cosa è bene e cosa è male. Il principio in questione consiste nello stabilire Chi ha ragione e Chi ha torto.
A parità di principi l’homeless è tanto colpevole quanto la compagnia per cui lavoro. L’homeless ha rubato un panino a danno della compagnia. La compagnia ruba denaro a danno di noi lavoratori e voi clienti. Nel primo caso ‘illecitamente’, nel secondo ‘pubblicamente’. Nel primo caso senza attenuanti, nel secondo con attenuanti (la liberalizzazione del mercato). Nel primo caso l’homeless ha rubato un panino pari al valore di £ 1.05, nel secondo caso la compagnia ruba denaro ai propri dipendenti e alla clientela per il valore di miliardi di pounds in fatturato netto annuo.
Perchè voi comprendiate le proporzioni del furto autorizzato che la mia compagnia opera ai danni di noi dipendenti e voi clienti, voglio farvi un paio di esempi; l’oggetto del reato, un panino ham and cheddar, costa alla mia compagnia £ 1.05, a voi clienti £3.95. Un latte, medium size, costa alla compagnia £ 20 pence, a voi clienti £ 2.20 (1/4 caffè, 2/4 acqua, 1/4 latte); io, barista, valgo alla compagnia £ 73 netti all’ora di guadagno contro i £ 6.10 di paga lorda all’ora che ricevo in busta paga, dai quali vanno sottratte imposte e tasse per il valore di £ 100 circa al mese su un totale di £ 800 netti di stipendio variabile a seconda del numero di ore di lavoro registrate. L’accusa avanzerà come attenuante i costi di gestione che la compagnia deve sottrarre al guadagno netto complessivo. Calcolatrice in mano, il guadagno netto complessivo risulterà comunque elevato in potenza rispetto ai costi base di gestione e mantenimento dell’attività sostenuti dalla compagnia.
Nel caso della ragazza homeless il movente è la fame, il furto è reato, non si avvale di complici ma di un nutrito gruppo di testimoni.
Nel caso della mia compagnia il movente è la fame, di ricchezza e potere, il furto non è reato, è autorizzato e si avvale della complicità dello stato e delle organizzazioni antitrust.
Chi ha ragione, Chi ha torto?