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Il proletariato è in crisi. Secondo alcuni, la crisi del proletariato non è una buona scusa per lamentarsi, soprattutto, essere paranoici. I proletari sono paranoici. In alcuni casi depressi, ansiosi, stressati. Nei casi peggiori vittime di suicidio, e colpevoli di reato.
Il proletariato è un senso di colpa sociale, lo Stato lo ammetta, ha fallito nell’educazione dei propri cittadini. Che ha diviso, per classi e prestigio sociale. Ad alcuni ha dato troppo, ad altri appena di che vivere. Ad alcuni ha permesso di studiare, addirittura dirigere i governi e delinquere, ad altri di lavorare perchè i delinquenti potessero amministrare quei governi. Ad alcuni ha elargito paghette sostanziose, tante monetine, ad altri salassi da pagare e appena le bricioline.
La depressione del proletariato in crisi anticipa i sintomi di una patologia ancora più violenta e distruttiva, l’Apatia. I dottori prescrivono medicine. Prozac, Zoloft, Fevarin, Seropram, Elopram, Citalopram ecc. La depressione si può curare, dicono. Le medicine hanno l’effetto di narcotizzare gli istinti. Tutta quella frustrazione, quella rabbia, quello sgomento, che sono all’origine della depressione, vengono sedati, narcotizzati, mutati in rassegnazione e gli inadattati proletari ridotti a drogati di felicità sintetica. Felicità e desiderio coincidono nella soddisfazione di piaceri consumistici, e i piaceri consumistici nella realizzazione di una società materialistica vuotata di spiritualismo e idealismi.
E invece no. La soluzione alla depressione del proletario in crisi viene dal Cosmismo russo e non deve essere un caso la NASA è in cerca di astronauti da lanciare nello spazio. Ma il proletariato può fare di più e sulla base del Piano di Esplorazione Spaziale di Konstantin Ziolkovsky, costruirsi il proprio Ascensore spaziale, la propria scala per le stelle.
Cosmonauti, è arrivato il nostro momento