Da qualche settimana ho ripreso a studiare russo. Il russo è un hobby che ho iniziato a praticare più di sei anni fa e da più di sei anni interrompo, sistematicamente e sempre allo stesso punto. Quando poi mi viene voglia di riprenderne gli studi, io comincio nuovamente tutto daccapo. Dall’alfabeto. Io devo assolutamente capire cosa mi sfugge.
Mi rendo conto è ridicolo re-iniziare tutto daccapo, perch’è questo che mi blocca e ovviamente impedisce di andare avanti. Ed è su questo che rifletto con attenzione negli ultimi tempi. Devo cercare di capire cosa mi impedisce di andare avanti e fa inciampare sistematicamente e sempre allo stesso punto.
Quando iniziai a studiare russo, riuscì a trovare una grammatica del ’38. La migliore che mi sia mai capitato di avere per le mani. Ero stata felice di trovarla in biblioteca perchè si trattava di un manuale vecchissimo, chissà da quanti anni rimasto chiuso e ignorato, che avevo fotocopiato e iniziai a studiare. Chi altri aveva studiato russo in quel testo, prima di me? Me li immaginaginavo tutti già sorpassati e avanti con gli anni. Ma chi erano stati, lontano negli anni ’30? Perchè volevano studiare russo? C’erano riusciti? Con chi lo avevano esercitato? Io allora non lo sapevo ancora, ma adesso che ci penso, adesso che ci penso l’ho studiato per incontrare Sasha. A Dublino. Due anni fa, ormai. E voi non ci credereste, ma Sasha era stato arruolato di forza nell’esercito ucraino, all’inizio degli anni novanta, poco dopo l’indipendenza dell’Ucraina e il governo di Leonid Kravčuk. Si è così. E’ vero. Adesso che ci penso dev’essere stato per questo. Mi piace che sia stato per questo, voglio che sia stato per questo. Un giorno di sei anni fa io ho iniziato a studiare russo perchè un novembre di quattro anni dopo io, a Dublino, potessi parlare con Sasha e capire cosa Sasha volesse dirmi. C’erano stati una madre ammazzata e un padre ubriacone. Delle sorelle sposate e portate altrove. Non mi ricordo dove. C’erano stati dei letti, una caserma, certe mattinate di gelo tagliente, tanta neve, nel cortile una fila di uomini nudi davanti a un comandante. C’era stata una salma in un pozzo, e una donna. C’erano state certe punizioni durissime. Un freddo boia. In Ucraina si stavano costruendo strade, dighe, scuole, fabbriche, la madre, ecco cosa faceva la madre, la madre lavorava come operaia in una fabbrica di abbigliamento. E poi cos’era successo? Perchè io non ho più voluto vedere Sasha? Me lo ricordo, perchè una notte che eravamo a letto, mi sono resa conto con spavento di non conoscerlo, di non sapere nulla di lui. Avevamo fatto l’amore, ma lui ne voleva ancora e mi aveva presa di forza. S’era fatto un altro uomo, mi faceva male. E io avevo avuto paura di quell’uomo. Che non conoscevo affatto. Chi era quell’uomo, da dove veniva? Perchè potesse vivere in Irlanda Sasha s’era procurato un passaporto falso, una nuova identità. Ma chi era stato veramente, qual’era il suo vero nome? Davvero sarebbe stato capace di farmi del male? Perchè mi parlava in russo, perchè mi raccontava tutte quelle cose, come facevo io a capirlo. Riuscivo io a capirlo veramente? Mentiva? Perchè gli credevo? Sapevo già tutto di lui? Ci siamo amati Sasha? forse non io e mai quanto te. ti chiedo scusa.
In russo, il verbo болеть della prima coniugazione ha significato di essere malato, stare male, è personale e si coniuga in tutte le persone. Il verbo omonimo болеть della seconda coniugazione significa far male, aver male, si usa nella terza persona singolare e plurale. Il soggetto della frase è la parte che fa male, mentre la persona è resa con y + l’aggettivo. Nella forma al passato le cose si complicano e io non riesco più a capire la differenza. Non riesco a capire la differenza fra chi sta male, fa male, o è malato. Ci sono due esercizi di traduzione nel libro. Il primo, dall’italiano al russo. Il secondo, dal russo all’italiano. Poi un brano al passato, da tradurre in italiano. Ecco, io non riesco a fare bene e distinguere la differenza fra chi ha fatto del male, chi lo ha ricevuto o è stato malato. E’ importante, per me. Per me è importante capire quella differenza, e io non posso andare oltre, далее, nel futuro, se non ho prima compreso cosa è successo nel passato.
A questo punto delle lezioni, sono ancora ai verbi di moto, che in russo hanno caratteristiche particolari: distinguono il movimento nell’acqua, sulla terra, nell’aria ecc.e si dividono in verbo di moto unidirezionali e pluridimensionali, con i prefissi e senza prefissi verbali. I verbi di moto senza prefisso e indicanti il movimento in una sola direzione sono considerati verbi base. идти, andare, venire a piedi; ехать, andare, venire con un mezzo; бежать, correre; летать, volare; плыть, nuotare, navigare.