io sono una donna stupida. lo sono specialmente perchè mi ritengo intelligente e furba, soprattutto immune da certe malattie virali (l’amore), superstizioni (l’amore), vizi (l’amore), perversioni (l’amore), di cui sono certa, posso fare a meno. io sono trent’anni che m’innamoro. in trent’anni non ho fatto che innamorarmi. appena nata della notte, fino a cinque minuti fa di questo pezzo dei babe ruth. lo conosco da anni, ma mi pare innamorarmene per la prima volta ogni volta che lo ascolto. da che mi ricordo sono innamorata di un uomo con lo stesso sentimento di anticipazione e meraviglia. da che mi conosco sono innamorata di un uomo che non conosco neanche. quell’uomo è un disco rotto, il solco di una puntina che mi scivola al petto e suona una musica antica, che non conosco, ma amo. non me ne chiedo il motivo, perchè non c’è, un motivo. non me ne chiedo la ragione, perchè c’è una ragione soltanto. quell’uomo non mi parla, ma sa cosa dirmi. quell’uomo non mi ascolta, ma c’è quando parlo. quell’uomo non esiste ma mi vive dentro, da qualche parte attaccato alle costole. quell’uomo è mio fratello, un pugno allo stomaco, una scopata alle 5 del mattino, mio padre, un malditesta, un tiro d’erba, una passeggiata sugli scogli, una piscia di cane, la chitarra di Bernie Marsden, il silenzio di un lenzuolo bianco chiazzato di sangue, un pompino. una malattia virale, una superstizione, un vizio, una perversione. musica. quell’uomo è una droga, e io senza quella potrei smettere di sentire amore e finalmente perdonarmi di essere una stupida.