Da qualche tempo ho ripreso l’abitudine, per molto tempo abbandonata, di fare liste. Playlist dei brani da ascoltare, lista dei libri da leggere, degli autori da approfondire, del materiale su cui scrivere, dei posti che mi piacerebbe visitare, dei films e le mostre da vedere, di citazioni e articoli di giornale. Improbabili liste di buoni propositi e scadenze da rispettare, progetti su cui lavorare.
Fino a prima di adesso, compilare liste mi pareva sintomatico di un’ossessione, un’esuberanza di controllo, zelo e morbosità maniacale. Un tic, in alcuni casi. Devo ricredermi.
La lista che mi diverte maggiormente compilare è senz’altro quella delle cose che amo (camminare lungo Piccadilly Street alle 4 del mattino, l’aggiornamento), mentre quella in cui manco più spesso è quella delle cose da fare; rinviare otto cose da fare su dieci, vuol dire procrastinare un numero di volte tale da assumere -a conti fatti e in ordine a un tentativo, mancato, di auto-disciplina -che è perfettamente inutile tentare di organizzare una lista di cose da fare se a mancare è principalmente la volontà di farle. A queste condizioni, il meccanismo di superamento consisterebbe nell’attenersi alle liste e rispettare la parola data (intendendo ogni lista un patto di lealtà con sè stessi e verso sè stessi).
Ogni lista prevede un’azione e un verbo attivo (e di buona volontà) d’accompagnamento; in alcuni casi, appena un requisito soltanto: immaginazione. E’ ammesso procrastinare, ma solo se in prospettiva di fare domani quello che, per mancanza di tempo, è impossibile fare oggi.
Ho deciso che il 2012 deve portarmi bene, me ne frego della fine del mondo. Perchè l’ho deciso, ognuna delle liste avrà come obiettivo la riuscita di uno scopo e il completamento di un ciclo, di Superamento e Realizzazione. Quello che voglio è Avvenire.
In testa alla lista delle cose da fare nel 2012 c’è mettersi a dieta, quello di cui abbisogno è un rigido programma di Disintossicazione Spirituale. Fuori il superfluo, dentro il necessario.
Al diavolo yoga e meditazione, io quest’anno vado di belly dance e kick boxing. Pragmatismo, la parola chiave.
La lista dei libri da leggere è quella che mi entusiasma maggiormente, intanto che l’altro giorno pensavo a quelli da inserire, mi è venuta l’idea di creare un gruppo di lettura, un salotto virtuale; per esempio potremmo sceglierli insieme e discuterli qui l’ultima domenica di ogni mese, a partire da gennaio. Che ne dite
Avrei pensato a questi titoli, ognuno di voi si senta libero di inserirne di altri (che andranno a sostituire quelli da me scelti)

  • Life: A User’s Manual, di Georges Perec (La vita, istruzioni per l’uso)
  • The Man Without Qualities, di Robert Musil (L’uomo senza qualità)
  • The Dice Man, di Rhinehart Luke (L’uomo dei dadi)
  • The Nose, di Nikolai Gogol (Il naso)
  • Brave New World, di Aldous Huxley (Il mondo nuovo)
  • Dangling Man, di Saul Bellow (L’uomo in bilico)
  • Last Exit to Brooklyn, di Hubert Selby, Jr.(Ultima fermata a Brooklyn)
  • As I Lay Dying, di William Faulkner (Mentre morivo)
  • V for Vendetta, di Alan Moore (V per vendetta)
  • Death of a Salesman, di Arthur Miller (Morte di un commesso viaggiatore)
  • The Satanic Verses, di Salman Rushdie (I versi satanici)
  • The Unconsoled, di Kazuo Ishiguro (Gli inconsolabili)
Annunci