-La verità è che io gli uomini, non li capisco
-Si spieghi meglio
-non li capisco
-Mi faccia un esempio
-l’altra sera, a casa di lui. Eravamo in cucina, avevamo appena ordinato due pizze. A una certa s’incupisce in viso, e accende una sigaretta. Mi guarda serio, mi fa ‘La vita è l’origine non rappresentabile della rappresentazione’ (*)
-non capisco
-neanch’io riuscivo a capire. Così glie l’ho chiesto. Gli ho chiesto, che intendi?
-e lui cosa le ha risposto?
-‘Esattamente quello che ho appena detto’, ha risposto
-‘La vita è l’origine non rappresentabile della rappresentazione’
-così dice lui
-Che vorrà dire
-ho pensato, ci risiamo, vorrà dire che fra noi non può funzionare- è chiaro. Che non si sente felice, che è in crisi, che è il caso di prendersi una pausa, che è incapace di amare. Che c’è di mezzo un’altra donna. Forse ha bisogno di vedere altre donne. E’ il caso che lui veda altre donne.
-Si ricorda di che stavate chiaccherando?
-gli ho solo chiesto ‘Che pizza hai ordinato’

(*) Jacques Derrida, sulla ‘decostruzione’ della ‘metafisica della presenza’.