a dozen or so protesters wearing tattered suits and white zombie makeup performed a clunkily choreographed mass dance routine to the tinny sound of Michael Jackson’s Thriller, waving a huge, black banner saying: “Dancing on the grave of capitalism.”

via Occupy London protesters keen to regain focus on the City and bankers | UK news | The Guardian.
Dallo scorso 15 ottobre, circa 200 tende di attivisti inglesi campeggiano nello spiazzale della cattedrale St. Paul, la chiesa più famosa compresa nel distretto finanziario di Londra. Il movente della contestazione è la lotta al capitalismo, l’affermazione dei diritti sociali, delle classi oppresse.
Giusto stamattina the City of London Corporation, il corpo civico responsabile del distretto finanziario, ha dato un ultimatum di 48 ore perchè The Occupy London Stock Exchange (OLSX) protesters, liberino la piazza dalle tende e ritirino la protesta, pena un’azione giudizia.
Quello che più di tutto fa scalpore ed è all’origine dei dibattiti più accesi, è la decisione di chiudere le porte della cattedrale, per ragioni di salute e sicurezza, e appena un tentativo di giunta, da parte della chiesa, all’azione legale della London Corporation, stamattina sospesa definitivamente tramite un comunicato.
Quello che è interessante considerare, è il dualismo della protesta e il paradosso degli opposti. Da una parte un gruppo di contestatori si riconosce schiavo dell’economia, e per ribellarsi al capitalismo chiede coalizione alla Chiesa – idealmente- rifugio degli oppressi. Dall’altra la chiesa non tollera la disobbedienza civile, si schiera dalla parte dell’ordine pubblico -letteralmente- chiude le porte in faccia ai contestatori, il dialogo coi cittadini, e prende le distanze dalle questioni finanziare del pease.
Quello che è interessante considerare, ancora, è l’opposizione di alcuni esponenti della chiesa, contrari ai provvedimenti del Chapter, il “corpo amministrativo” della cattedrale; secondo questi ultimi la chiesa deve assolutamente schierarsi dalla parte degli oppressi, dare rifugio ai cittadini di dio, accogliere il dialogo, convertire gli oppressori al bene comune.
Interessante quest’articolo della bbc, che raccoglie le dichiarazioni di alcuni degli esponenti della chiesa anglicana

However ai protestanti viene kindly suggerito di traslocare le tende e indirizzare la contestazione, semmai, direttamente alle banche.
E’ a questo punto della questione che il dibattito rivela un elemento magico: l’apriti-sesamo dell’incantesimo finanziario -plutocrazia
(dal greco πλουτοκρατία, “πλούτος”, ricchezza, e κρατείν “krateìn” potere), il predominio nella vita pubblica di individui o gruppi finanziari che, grazie all’ampia disponibilità di capitali, sono in grado d’influenzare in maniera determinante gli indirizzi politici dei rispettivi governi.
via Plutocrazia – Wikipedia.
il dibattito scopre le carte a un sottosistema , una casta, a volerla dire all’italiana, di tipo medievale, The City of London.
What is this thing? Ostensibly it’s the equivalent of a local council, responsible for a small area of London known as the Square Mile. But, as its website boasts, “among local authorities the City of London is unique”. You bet it is. There are 25 electoral wards in the Square Mile. In four of them, the 9,000 people who live within its boundaries are permitted to vote. In the remaining 21, the votes are controlled by corporations, mostly banks and other financial companies. The bigger the business, the bigger the vote: a company with 10 workers gets two votes, the biggest employers, 79. It’s not the workers who decide how the votes are cast, but the bosses, who “appoint” the voters. Plutocracy, pure and simple.

via The medieval, unaccountable Corporation of London is ripe for protest | George Monbiot | Comment is free | The Guardian.
Altro che i trucchetti del maghetto Potter

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