Annibalotto si, ha capito tutto; è uno col baffo, lui, uno che ha classe, quella certa eleganza,quel certo portamento, sesto senso,controllo e istinto
quell’alterigia da padrone di casa- in casa altrui,quella discrezione da portinaio,che tutto vede e tutto conosce, il tatto di chi è ospite fisso e occasionale, viene e va, quando gli pare e ne ha voglia,in punta di piedi e in silenzio.minimalismo e distacco zen.
E sa come prendervi,oh se sa come prendervi; Annibalotto vi s’avvicina quatto, quatto quatto e sornione,ruffiano,di striscio i muri,a passo numerato,bilanciato sulle zampe, ben piazzato nel terreno- ancora,leggero uno spiffero, imprevedibile un tiro mancino, all’erta la spia di un allarme
e vi si arrende ai piedi, a pancia per aria, con tutto quel pelo bianco, soffice, al petto,
con tutta quella matassa di pece nera alla schiena e nel muso
sorride, se la ride proprio, lui- lo sguardo a fessura allungato di due trattini azzurri e di sbiego
certe cose Annibalotto mica te le chiede; certe cose Annibalotto le pretende, e tu lo sai
tu sai pretende di fare le fusa, pretende d’essere coccolato
Annibalotto è uno furbetto; e poi le sa tutte Annibalotto, non ne sbaglia una, c’azzecca sempre. Chiedilo ad Annibalotto e Annibalotto sicuro sa cosa risponderti.
Miaow, vi dirà lui
e che altro c’è da dire oltre, che altro da aggiungere?

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