Alberto Morales, via curioos-arts.tumblr.com

Ci sedemmo dalla parte del torto visto che tutti gli altri posti erano occupati, diceva Berthold Brecht .

Ci vuole ostinazione e costanza,a essere sè stessi; di voi è stato detto l’inopportuno, quanto più sgradevole la risonanza delle vostre presunte mancanze,dei vostri presunti errori, tanto più compiaciuta l’altrui superbia. Perchè ci si dica nel giusto è necessario qualcuno abbia torto. A voi piace fare credere loro siete voi quelli a stare dalla parte del torto; quanto più avete torto,torto marcio, fottutamente torto, tanto più vi piace, e piace loro.
Un giorno e l’altro vi si nomina capro espiatorio di un golpe segreto,complottato sottovoce in un passaparola di mezze verità e assodate voci di quartiere; sedete al palcoscenico di uno show d’intrattenimento,trasmesso a reti unificate nei salotti delle migliori case bene; vi si attribuisce un copione da interpretare e una scaletta ben collaudata in colpi di scena a sicuro impatto nella platea di spettatori. Vi si affibia l’etichetta di uno stereotipo e con esso una casistica di mal capitati eventi, una gamma di prognostici, un destino certo e irrevocabile, più e più elementi drammatici, un’ interfaccia di dubbia affidabilità, un corollario di conseguenze, un immancabile epilogo. Non avete un nome, non avete sostanza, non avete una dimensione nello spazio. Mancate di un cuore,per difetto, e di attributi intellettuali. Non siete che il ventre scoperto di un ratto da laboratorio, una patologia a prognosi riservata,un esperimento sociale a esito negativo, un investimento senza rendite, un crac in borsa, il fallimento di un’azienda familiare,in fondo in fondo il riflesso delle loro più sincere paure; il timore di risultare sgradevoli, di essere giudicati male, di non contare abbastanza, di non essere abbastanza [visibili, accessoriati, full optional], di non avere abbastanza, di non appartenere, di non fare parte, di non essere parte, di non essere, di essere niente ma appena uno sputo di rabbia e frustrazione nell’acqua torbida di una pozzanghera. Non avete contorni, siete il profilo di una macchia indistinta, una cosa incerta e di poco valore, l’equazione di un sistema non lineare; la radice del niente, il risultato di una sottrazione esistenziale.Siete ciò per cui vale la pena assicurarsi un trofeo di garanzie a lunga scadenza e una fidelity card di buoni sconto sulla vita.
Siete uno e siete nessuno, centinaia e appena un niente,un pixel di vuoto nella memoria della storia, Poli-Ego ubiquo e impotente, presente e invisibile a un tempo.
Quanto più presente e invisibile, tanto più nel torto e a ragione-

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