Jamie Beck & Kevin Burg

Dio si cacciò di tasca un pachetto di Malboro light e uno zippo nero da cui s’accese una sigaretta, sbuffandone il fumo fuori le narici prima, appena dalla bocca poi.A guardarlo negli occhi-sguardo torvo di tempere nere sulla tela grigia di un viso cereo provato dalla fatica d’essere onnipresente -l’avresti detto stanco e affaticato
-Dunque?-disse
S’aspettava ch’io avessi già intuito il motivo del nostro appuntamento e,per questo, avessi già in mente cosa rispondere. Forse.
-Dunque-gli feci eco io fissandolo dritto negli occhi,con non troppa fermezza
-Bene-riprese
-Bene-replicai io,con lo stesso tono di voce deciso
– Cosa ti ci vuole per dirti convinta dell’affare?
Continuavo a non capire francamente, e a non capire perchè la cameriera,a cui avevamo ordinato omelette e bacon,continuava a fissarmi con aria di sufficienza, intanto versandoci da bere brodaglia nera-a suo dire caffè. Trovavo surreale stare sprecando parte del mio pomeriggio seduta al tavolo di un take away turco, lercio una taverna di porto e disadorno di avventori ai tavoli quanto le pareti gialle chiazzate di macchie nere e comate di fumo; l’unica eccezione decorativa all’ambiente era una pin up cinese in abito a pois,scollatura procace e boccoli neri incorniciata d’oro e appesa di fianco un crocifisso color smeraldo, giusto alla porta viola d’uscita emergenze. Ho sempre trovato lo smeraldo un colore indecente,per qualche ragione.
-Non sono disposta a dirmi parte dell’accordo.Qualunque esso sia e di qualunque cosa si tratti-mi decisi a dire allora
La cameriera arrivò in volata sputata fuori dalla porta della cucina,e, facendosi largo tra le sedie con fare da equilibrista, dispose i nostri piatti sul tavolo aggiungendo poi,meccanicamente,e con tono sincopato,un Sale-Pepe di cortesia che le valse 50 pence di mancia extra il service charge.
Dio tagliò dall’omelette un boccone grande abbastanza la larghezza della bocca e afferratolo di gusto con la forchetta, aggiunse soddisfatto-“Saranno in tanti a proporti quest’affare. In tanti e provenienti da tutto il mondo.L’espiazione è un bene comune ma la libertà è una cambiale al triplo,quadruplo degli interessi da pagare. Io ti propongo,diciamo pure, un’alternativa a costo zero e in cambio della tua più totale dedizione.Chiamala pure libertà vincolata.Ti suggerirei di valutarne con attenzione i vantaggi.”
Libertà. Di che diamine Dio stava parlando?
-Quella cosa di cui parli,libertà,non vale più di una vita da schiavi se agli schiavi non è dato di sapersi liberi persino con le catene ai piedi.Libertà la chiamate voi,mistificazione la chiamo io.Libertà la chiamate voi,sciogli-lingua entusiastico dell’intelletto la chiamo io.Quella libertà di cui parlate voi non esiste e non esiste uomo al mondo nato libero,morto liberato.Che nessuno è libero e nessuno è uguale a nessuno eccetto a sè stesso.Vorrà dire pagherò-dissi d’un fiato e allontanandomi dal tavolo con uno scatto indietro della sedia
-A te il conto,allora-concluse Dio-e schioccate le dita a nacchera fece per chiamare la cameriera
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