9 : 35 AM

Koen Lybaert. Abstract N° 626

Koen Lybaert. Abstract N° 626


In treno alle 6.30 di lunedì mattina è come viaggiare dentro un acquario di creature oniriche, tante specie, tante fogge, tanti colori. Ognuna a sua volta con gli occhi ancora impiastricciati di sogni residui.

11 : 48 PM

nn smn
Che Nina Simone fosse una donna molto esigente, intransigente e particolarmente antipatica è certo. A confessarlo è lei medesima attraverso l’autobiografia che mi è capitato leggere diverso tempo fa. Capace di interrompere o finire un concerto casomai un rumore di troppo in corso all’esibizione. Mi viene da pensare all’austerità del maestro Arturo Benedetti Michelangeli.
Del resto la musica è un affare serio, specie quando si è tanto studiato, preme dare vita alla propria creatività ma si deve fare i conti con un pubblico irrispettoso, le assurde richieste delle case discografiche e tutta quella noiosissima faccenda che riguarda la vendibilità di un disco e le preferenze del pubblico e.
Bhe, cara Nina, sappi che ti sarei stata fedele anche e specialmente quando non ti è stato riconosciuto il successo che ti aspettavi.
▶ Nina Simone || Blues For Mama – YouTube.

Venticinque Gennaio

Nina Leen, c.ca 1950

Nina Leen, c.ca 1950


Quando mamma diceva di non accettare caramelle dagli sconosciuti si riferiva anche all’ex maresciallo dei carabinieri in pensione che alle 8 di questa sera è venuto a portarmi la barretta di cioccolato extra fondente promessa stamattina quando ci siamo incontrati davanti all’ascensore? Ammetto di essermi sentita un po’ in imbarazzo. Per stemperare la tensione ho sorriso dolcemente ringranziando con gentilezza. Il nonno che omaggia la nipote di un dolcetto è un pensiero carino, ma io sono pur sempre una donna di trent’anni. Anche se mi sono presentata alla porta in canottiera e pantaloncini, con un asciugamano in testa e una maschera di argilla verde in viso. Casomai si fosse trattato di ladri, ero certa vedendomi sarebbero scappati. Casomai si fosse trattato di un gesto galante allora temo proprio di avere infranto un piccolo sogno. Certo non ci si può aspettare di bussare alla porta di una quasi sconosciuta e incontrare Hedy Lamarr in baby-doll. Alle 8 di sera, poi.
La cioccolata, dice l’ex maresciallo, viene dalla Germania. Ho controllato bene e la data di produzione non risale agli anni ’40 ma un sospetto mi viene. Che si tratti dell’uomo nero? Fossi in lui mi chiederei se in questo palazzo abitano delle spie.

Ventidue Gennaio

Henri Matisse. Interior with Goldfish, 1914

Henri Matisse. Interior with Goldfish, 1914


Quando sono venuta per la primissima volta a vedere l’appartamento in cui abito adesso e il locatore mi ha portata nella camera che ho poi preso in affitto, ho avuto immediatamente l’impressione di trovarmi in un posto conosciuto, particolarmente familiare. L’unica finestra in tutta la camera dà a un alto muro di abeti che perimetra per lunghezza il distretto dell’accademia aeronautica. Appena sotto scorre un traffico interminabile di automezzi e motorini. Alle pareti del palazzo non sbatte il sole che per un paio d’ore al giorno e di notte la camera s’infesta di luci e di ombre. Ho titubato parecchio prima di decidere se prenderla in affitto. Quando ho iniziato a cercare una camera avevo in mente un posto illuminato, pareti bianche, ampi spazi. Eppure questa tappezzeria rosa antico che fodera le pareti, la solidità dei mobili in legno massello, questa disarmonia di suoni che come bolle entrano dalla finestra, vacillano e poi si disperdono nell’aria. Tutto di questa casa mi è familiare. C’è un che di decoroso nell’intimità raccolta fra queste pareti in cui non arriva mai il sole. Chi vi ha abitato prima deve avere molto sviluppato l’immaginazione, e io che vedo un muro attraverso la finestra riesco a pregustare meglio il piacere dell’evasione.