On the Road

Da qualche giorno a casa nostra,in visita dal Canada,Toronto,Thomas,amico di Ruben(mio coinquilino spagnolo),di passaggio a Londra verso il resto dell’Europa,che Thomas ha intenzione di visitare in lungo e in largo e a tempo indeterminato.L’idea di Thomas è quella di lasciare Londra lunedì prossimo,in autobus fino a Parigi,da Parigi muoversi in treno e by plain fino a Madrid a Barcellona a Lisbona ad Amsterdam a Bruxelles a Berlino a Varsavia a Praga a Vienna a Monaco di Baviera a Milano a Venezia a Firenze a Roma alla Costiera Amalfitana a Catania a Modica a Brindisi ad Atene a Tirana a Sarajevo a Belgrado a Bucarest a Budapest e back to Toronto-WOW
Soltanto parlarne mi emoziona,ho sempre desiderato fare un viaggio simile da quand’ero ragazzina.Lo spunto di questo viaggio mi ricorda un vecchio libro del 2002,”Conoscerete la nostra velocità“, di Dave Eggers,scrittore americano.Il protagonista,Will,dispone di 10 mila dollari di cui sbarazzarsi(casomai qualcuno avesse 10 mila dollari di cui sbarazzarsi,mi tenga presente) e per farlo decide di convincere l’amico Hand a fare il giro del mondo.Il dato curioso sta nel fatto che Hand dispone di una settimana soltanto di ferie da lavoro,dunque i due decideranno di partire comunque ma,di fatto,trascorreranno buona parte del tempo a loro disposizione in aereo e in treno,tra mancate coincidenze, ritardi, annullamenti.
Eggers,conosciuto più per il romanzo di debutto “L’opera struggente di un formidabile genio“(che vi consiglio),in questo romanzo,a mio parere,non convince molto,e per il fatto che la trama singhiozza tra lampi di entusiasmo bubbleggiante e paranoie di non-ritorno,e perchè in realtà non è chiaro su cosa Eggers voglia in definitiva concentrare l’attenzione,se nel viaggio inteso come percorso interiore e di crescita,o nel viaggio inteso come mero peregrinare senza scopo e destinazione certa,per il gusto e il piacere di vivere l’attimo,seguendo l’istinto.
Purtroppo non ho questo libro qui con me,dunque non sono nelle possibilità di citarne alcun brano,ma ho tovato qualcosa in inglese che spero varrà a incuriosirvi e rendere l’idea del libro:

“I wanted so many times while driving to flip, to skid and flip and fall from the car and have something happen. I wanted to land on my head and lose half of it, or land on my legs and lose one or both. I wanted something to happen so my choices would be fewer, so my map would have a route straight through, in red. I wanted limitations, boundaries, to ease the burden; because the agony, Jack, when we were up there in the dark, was in the silence! All I ever wanted was to know what to do. In these last months I’ve had no clue, I’ve been paralyzed by the quiet, and for a moment something spoke to me, and we came here, or came to Africa, and intermittently there were answers, intermittently there was a chorus and they sang to us and pointing, and were watching and approving, but just as often there was silence, and we stood blinking under the sun, or under the black sky, and we had to think of what to do next.”
— Dave Eggers (You Shall Know Our Velocity!)